Crisi Iran, la promessa di Trump: "Parlerò coi nuovi leader". Morti tre soldati Usa
Mentre in tutto il Medioriente i missili continuano a volare Donald Trump tesse le lodi dell'operazione avviata contro l'Iran insieme a Israele. "Nessuno può credere al successo che stiamo avendo - ha affermato - 48 leader iraniani se ne sono andati in un colpo solo e la situazione sta procedendo rapidamente". Il tycoon ha aggiunto che la non precisata nuova leadership iraniana vuole parlare con lui. "Io ho accettato", ha spiegato aggiungendo che "avrebbero dovuto farlo prima" sottolineando comunque che "alcune delle persone con cui avevamo a che fare non ci sono più". Le parole di Trump sono state poi precisate dalla Casa Bianca. "Per ora, l'operazione Epic Fury continua senza sosta", ha detto un funzionario. Anche da Teheran sono giunte frasi di accusa e sfida nei confronti degli Stati Uniti. "I bombardamenti sulla nostra capitale non hanno alcun impatto sulla nostra capacità di condurre una guerra. La 'Difesa a mosaico cecentralizzata' ci consente di decidere quando e come finirà la guerra", ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ribadendo come sia stato il presidente americano a "bombardare il tavolo dei negoziati". Intanto gli Stati Uniti hanno confermato la morte di 3 soldati americani, i primi dall'inizio dell'operazione, e il ferimento di altri cinque. Le circostanze dell'accaduto non sono state rese note.
Allo stesso tempo il Centcom, ovvero il Comando centrale militare, ha smentito le notizie provenienti fa Teheran in merito al bombardamento della portaerei americana Lincoln aggiungendo che il quartier generale dei Pasdaran, definito "la testa del serpente", è stato "distrutto". L'esercito Usa ha anche reso noto di aver colpito una nave iraniana al largo dell'Oman mentre Trump ha parlato di "nove navi militari iraniane" che sarebbero state "distrutte e affondate". Centinaia di petroliere e navi di Gnl restano invece bloccate ai lati dello Stretto di Hormuz. In Iran è mistero sulla sorte dell'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad. In un primo momento i media locali lo davano per morto in un raid israelo-americano, poi la notizia è stata prima modificata in forma dubitativa e poi smentita dall'ufficio dello stesso Ahmadinejad. Teheran ha anche fatto sapere che il successore di Alì Khamenei come nuova Guida suprema sarà scelto "entro uno-due giorni". E mentre gli scontri proseguono, da una parte e dall'altra si iniziano a contare le vittime civili. In Israele almeno 9 persone morte nell'impatto di un missile balistico iraniano a Beit Shemesh mentre in Iran sarebbero 165 i decessi in una scuola femminile nel sud del Paese colpita durante i raid. Resta tesissima pure la situazione nel Golfo, dal Qatar al Bahrein fino agli Emirati, dove si contano tre vittime. La situazione che maggiormente preoccupa la Farnesina è proprio quella di Dubai e Abu Dhabi dove ci sono 20mila residenti italiani e altre migliaia di turisti. A tal proposito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato la creazione della 'Task Force Golfo' che rafforzerà il lavoro dell'Unità di Crisi e delle ambasciate per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza delle migliaia di cittadini bloccati nell'area.
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