lotta per la successione

Messico, terrore per la guerra di successione alla guida del cartello Jalisco Nueva Generation

Angela Bruni

La morte di Nemesio Ruben Oseguara Cervantes, detto 'El Mencho', rischia di aprire una pericolosa battaglia interna per la successione alla guida del cartello Jalisco Nueva Generation. Anche perché quello che veniva considerato il delfino del 59enne ex agente di polizia diventato il più potente narcos del Messico, il figlio Ruben Oseguera Gonzalez, detto appunto 'El Menchito', si trova in carcere negli Stati Uniti dove dallo scorso marzo sconta una condanna all'ergastolo. Oseguera ha un altro figlio e un figliastro, ma questi "non hanno influenza sui comandanti degli altri cartelli", spiega alla Cnn David Saucedo, esperto di sicurezza di Città del Messico, sottolineando come il vuoto di potere che si è venuto a creare ai vertici del cartello potrebbe far scoppiare un conflitto interno simile a quello che si è avuto nel cartello di Sinaloa dopo la cattura nel 2024 di Ismael 'El Mayo' Zambada. Senza un membro della famiglia Oseguera come chiaro successore ora "è probabile che uno dei quattro o cinque principali comandanti emergerà come possibile prossimo leader", aggiunge l'analista spiegando che vi potrebbe essere uno scontro ma anche un negoziato per la transizione del potere. Saucedo indica anche i possibili successori. Ricardo Ruiz Velasco (El Doble R), Audias Flores (El Jardinero), un terzo noto solo con l'alisa "El Sapo" ed un quarto di cui si sa poco, tranne che è l'ex capo della sicurezza di El Mencho.

 

  

 

Lo scorso settembre un rapporto della Us Direction of National Intelligence ha identificato El Sapo come Hugo Mendoza Gaytan, e anche si riferisce al figliastro di Oseguera, Juan Carlos Valencia (El Pelon) e il genero Julio Castillo Rodriguez (El Chorro) come parte della leadership del cartello. Lo stesso El Mencho era arrivato alla guida indiscussa del cartello, sposando la sorella di Abigael Gonzalez Valencia, il boss dei Los Cuinis, un cartello a conduzione familiare di Michocan, con cui Oseguera aveva costruito il Jalisco Nueva Generation sulle ceneri del Milenio Cartel, che si era diviso a causa del vuoto di potere provocato dalla cattura del suo boss Oscar Nava Valencia nel 2009. Era all'interno del Milenio Cartel che Oseguera si era fatto le ossa come capo dei sicari, prima di passare a lavorare per il cartello di Sinaloa come capo delle operazioni di sicurezza.

 

 

El Mencho aveva iniziato la scalata all'interno delle gerarchie criminali dei narcos dopo aver lavorato nella polizia di Jalisco, dove era stato assunto una volta rientrato in Messico dagli Stati Uniti dove era immigrato negli anni novanta del secolo scorso dedicandosi ad attività di narcotraffico per le quali nel 1994 era stato condannato a tre anni di carcere in California. A partire dal secondo decennio del nuovo millennio, El Mencho quindi "raggiunge la leadership del cartello grazie ad una strategia diplomatico-nuziale, lui era il capo dei sicari di Nacho Coronel, ma mancava del lignaggio che aveva la moglie Rosalinda", spiega Saucedo, sottolineando che con Oseguera alla guida il nuovo cartello si impone rapidamente come cruciale nel narcotraffico globale.