strategie comunitarie
L'allarme di Kaja Kallas all'Europa: "La Russia è una minaccia a lungo termine"
"La crisi che stiamo affrontando si è aggravata drasticamente nell'ultimo anno. Mentre ci avviciniamo al quarto anno di guerra della Russia contro l'Ucraina, stiamo respingendo attacchi informatici, sabotaggi contro infrastrutture critiche, interferenze straniere e manipolazione delle informazioni, intimidazioni militari, minacce territoriali e ingerenze politiche. Ed è diventato dolorosamente chiaro che la Russia rimarrà una grave minaccia per la sicurezza a lungo termine". Lo dice l'Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas nel suo intervento alla conferenza annuale dell'Agenzia europea della Difesa.
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"Ammettiamolo, l'Europa può essere lenta. L'unanimità significa che non possiamo sempre agire con la velocità necessaria. Naturalmente, ci sono differenze politiche tra gli Stati membri" ma l'unanimità viene "usata da alcuni anche come strumento di contrattazione. E non può essere che il veto di un solo Paese definisca la politica per gli altri. Quindi dobbiamo pensare a come rendere le nostre procedure più efficaci". Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, nel suo discorso alla conferenza annuale dell'European Defence Agency. Kallas suggerisce di "trarre ispirazione dal processo decennale con cui la giustizia e gli affari interni sono passati dall'essere competenza strettamente degli Stati membri a competenza comunitaria. Possiamo esplorare le clausole all'interno dei trattati su temi come l'astensione costruttiva nel contesto delle decisioni militari e di difesa. Dovremmo osare considerare anche la parola con la Q, ovvero l'estensione graduale della maggioranza qualificata nella politica estera e di sicurezza comune. Dovremmo rendere operativo il nostro Articolo 42.7 del Trattato dell'Ue", quello riferito alla difesa collettiva, e occorre anche aumentare la frequenza dei Consigli della Difesa, in cui vanno "affrontate tutte le questioni, comprese le domande relative all'industria. Abbiamo bisogno di discussioni politiche più strategiche. E sicuramente, dobbiamo pensare di più in termini europei, non solo nazionali", conclude.