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Crans-Montana, Svizzera contro Italia: "Toni di Roma inaccettabili"
Parlamentari svizzeri di tutto l'arco politico hanno criticato le prese di posizione italiane in merito all'inchiesta di Crans-Montana. E' quanto sottolinea "Radio Télévision Suisse" in un articolo con un collage di dichiarazioni di vari esponenti politici. Secondo la socialista Jessica Jaccoud si tratta di "minacce davvero significative allo stato di diritto" davanti alle quali la Svizzera "deve rimanere molto ferma" in quanto "la separazione dei poteri non è solo qualcosa che ci fa comodo ma è un principio fondamentale dello stato di diritto".
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Secondo Mauro Poggia, esponente del Movimento dei Cittadini Ginevrini "sostenere che la giustizia non viene applicata correttamente e che l'Italia dovrebbe intervenire per aiutarci a fare giustizia è un insulto". Per il centrista ginevrino Vincent Maitre il ministero degli Esteri dovrebbe convocare l'ambasciatore italiano per "chiarire la sua posizione con una nota diplomatica, ovvero una protesta scritta al governo italiano, ricordandogli che l'indipendenza e la sovranità svizzere non sono concetti che possono essere interpretati in modi diversi". Altri parlamentari come Manfred Bühler dell'UDC bernese hanno detto invece di preferire una linea più morbida dando priorità al dialogo.