Svizzera, sfruttata e sottopagata: ecco chi era la ragazza con i bengala che hanno scatenato il rogo
L'ultima fotografia di Cyane Panine, 24 anni, cameriera, la mostra al bar Le Constellation, a Crans Montana, con un casco nero in testa, seduta sulle spalle del dj Mateo Lesguer, 23 anni, mentre tiene in alto due bottiglie di champagne con legati bengala che lanciano scintille. Quei bengala che, secondo le indagini effettuate dagli inquirenti svizzeri, hanno incendiato la schiuma fonoassorbente del soffitto, scatenando il rogo che la notte di Capodanno ha ucciso quaranta ragazzi e ne ha feriti più di cento. Non importa che la giovane francese stesse semplicemente eseguendo gli ordini di uno dei proprietari del bar per "creare atmosfera". "L'insinuazione che "La Fille au Casque" - "la ragazza con l'elmetto" - sia in qualche modo responsabile aggrava ulteriormente il dolore infinito della famiglia", scrive il quotidiano britannico Daily Mail che ne ha ricostruito la storia. Una storia fatta di lavori sottopagati, sfruttamento, orari impossibili, nessuna tuta sindacale e, in molti casi, nessun contratto. Cameriera "in nero" nella ricca Svizzera.
Jerome e Astrid Panine, che vivono a Sete, in Francia, non ci stanno a che le accuse ricadano su Cyane. "I proprietari del bar sono sotto inchiesta penale", ci tengono a sottolineare. "Era una donna felice, brillante e laboriosa - raccontano - Da bambina, adorava andare a cavallo, giocare con i suoi cani. Eda solare, stringeva facilmente amicizie durante i frequenti viaggi". A nove anni si trasferì in Australia con i genitori e la sorella maggiore Eoline per sei mesi. Tre anni dopo, accompagnò la famiglia in una straordinaria avventura in barca a vela intorno al mondo, sostenuta dall'Unesco, per promuovere la conservazione delle risorse idriche.
"Cyane era spontanea, radiosa e piena di cuore", racconta la madre, che di mestiete fa la fotografa e ora ha il cuore spezzato. "Possedeva una bellezza che andava oltre quella fisica. La incarnava. Si fidava delle persone senza il minimo sospetto. Ha pagato il prezzo più alto per questo con la vita". Il papà, idrologo ed esperto di conservazione dell'acqua, la descrive come "una presenza davvero vitale". "Non posso accettare che mia figlia venga ricordata solo come la ragazza con l'elmetto e i razzi in mano", s'arrabbia e non nasconde il disprezzo per i proprietari di Le Constellation, Jacques e Jessica Moretti, e per quello che considerano un tentativo di sfruttare la figlia.
Dopo il disastro, il signor Moretti, 49 anni, pregiudicato che un decennio fa è stato condannato per aver impiegato personale illegalmente, ha paragonato Cyane a una "figliastra", mentre la moglie quarantenne Jessica, ex attrice e modella, l'ha descritta come "una sorellina". Entrambi hanno insistito sul fatto che stanno soffrendo per la morte della ragazza, mentre sono accusati di omicidio colposo, lesioni personali e incendio doloso. Rischiano fino a 20 anni di carcere se ritenuti colpevoli. Ma la verità è un'altra, raccontano i genitori di Cyane: "Nostra figlia si era lamentata di essere costretta a lavorare molte ore senza pause e di essere fisicamente e mentalmente esausta". Secondo l'avvocato della famiglia, Sophie Haenni, Cyane non aveva familiarità con i Moretti. I messaggi di testo rivelano che si rivolgeva a loro con il "vous" formale anziché con il "tu". Non aveva nemmeno un contratto di lavoro e, dopo aver trascorso diverse stagioni a Crans-Montana, aveva contattato "il servizio di protezione dei lavoratori" per discutere delle condizioni in cui dovev operare presso il pub dei Moretti.
Sempre l'avvocato sostiene che Cyane non "aveva ricevuto alcuna formazione sulla sicurezza sul lavoro e non aveva idea che la schiuma fonoassorbente sul soffitto, installata proprio Jacques Moretti durante un intervento di ristrutturazione, fosse altamente infiammabile". Le fu detto di indossare il casco, un espediente fornito ai bar dal produttore di champagne Dom Perignon, che le avrebbe impedito, secondo i riscontri effettuati dagli investigatori, di vedere l'incendio che si andava sviluppando e, quindi, di mettersi in salvo. "Cyane è senza dubbio una vittima", dichiara Haenni, che rappresenta la famiglia nell'inchiesta penale in corso a Sion.
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