Trump sfida l'Europa: "La Groenlandia? Una piccola richiesta. Vi abbiamo salvato durante la guerra"
La Groenlandia, secondo il presidente Donald Trump, "serve agli Stati Uniti" perché se mai dovesse scoppiare una guerra nucleare, "quei missili voleranno proprio sopra il centro di quel pezzo di ghiaccio". E afferma di averne bisogno per costruire "la più grande Cupola d'Oro mai realizzata, il Golden Dome". Un sistema di difesa simile all'Iron Dome di Israele ma molto più grande. È un attacco diretto all'Europa il discorso di Trump al World Economic Forum a Davos, in Svizzera. Prima di tutto perché la Groenlandia appartiene al Regno di Danimarca seppure gode di una certa autonomia e poi perché Copenhagen fa parte della Nato, alleanza promossa dagli Stati Uniti e fondata a Washington. Non ha paura di farsi nemici in Europa il presidente americano ma corteggia i "vicini di casa": "L'installazione proteggerebbe anche il Canada, che riceve molti regali da noi", e il primo ministro Mark Carney dovrebbe esserne "grato". E per chi sa intendere il messaggio è chiaro: "Ricorderemo se direte di no alla Groenlandia".
Trump poi si sfoga contro l'élite mondiale, di cui Davos rappresenta uno degli appuntamenti internazionali. Preme affinché gli consentano di acquisire la Groenlandia. E quindi tende la mano parlando dell'arte dell'accordo: "Potete dire di sì e ve ne saremo molto grati". Insomma, il bastone e la carota. "L'isola può svolgere "un ruolo vitale per la pace e la protezione del mondo", insiste il presidente Usa, sostenendo che si tratta di una “richiesta molto piccola”, rispetto a quanto gli Stati Uniti hanno dato alla Nato per decenni. E mette in discussione l'impegno degli altri membri del Patto Atlantico nei confronti dell'alleanza, affermando: "Noi siamo al 100% al fianco della Nato, non so se loro sarebbero lì per noi"noi".
E agli europei ricorda che "senza di noi parlereste tedesco e giapponese". Un riferimento all'ingresso degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale l'8 dicembre 1941, subito dopo l'attacco a Pearl Harbour. Un'iniziativa "a difesa della libertà" che cambiò le sorti del conflitto e sottrasse l'Europa al nazismo. Quindi torna ad un tono conciliante: "Nutro un profondo rispetto per il popolo della Groenlandia e per il popolo della Danimarca. Ma ogni paese aderente alla Nato ha l'obbligo di difendere il proprio territorio. E nessuno può garantire la sicurezza della Groenlandia a parte gli Stati Uniti". E di nuovo un richiamo al conflitto mondiale, quando "la Danimarca cadde sotto la Germania dopo appena sei ore di combattimenti". "Siamo stati quindi costretti a inviare le nostre forze per mantenere il territorio della Groenlandia, a costi e spese elevate", afferma Trump, stabilendo basi militari su questo “grande e bellissimo pezzo di ghiaccio”. E chiosa aggiungendo che gli Stati Uniti "sono più grandi e più forti che mai" e "al World Economic Forum l'America ha vinto la guerra".
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