Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Trump sfida l'Europa: "La Groenlandia? Una piccola richiesta. Vi abbiamo salvato durante la guerra"

Foto:  Ansa 

Alessandra Zavatta
  • a
  • a
  • a

La Groenlandia, secondo il presidente Donald Trump, "serve agli Stati Uniti" perché se mai dovesse scoppiare una guerra nucleare, "quei missili voleranno proprio sopra il centro di quel pezzo di ghiaccio". E afferma di averne bisogno per costruire "la più grande Cupola d'Oro mai realizzata, il Golden Dome". Un sistema di difesa simile all'Iron Dome di Israele ma molto più grande. È un attacco diretto all'Europa il discorso di Trump al World Economic Forum a Davos, in Svizzera. Prima di tutto perché la Groenlandia appartiene al Regno di Danimarca seppure gode di una certa autonomia e poi perché Copenhagen fa parte della Nato, alleanza promossa dagli Stati Uniti e fondata a Washington. Non ha paura di farsi nemici in Europa il presidente americano ma corteggia i "vicini di casa": "L'installazione proteggerebbe anche il Canada, che riceve molti regali da noi", e il primo ministro Mark Carney dovrebbe esserne "grato". E per chi sa intendere il messaggio è chiaro: "Ricorderemo se direte di no alla Groenlandia".

Trump poi si sfoga contro l'élite mondiale, di cui Davos rappresenta uno degli appuntamenti internazionali. Preme affinché gli consentano di acquisire la Groenlandia. E quindi tende la mano parlando dell'arte dell'accordo: "Potete dire di sì e ve ne saremo molto grati". Insomma, il bastone e la carota. "L'isola può svolgere "un ruolo vitale per la pace e la protezione del mondo", insiste il presidente Usa, sostenendo che si tratta di una “richiesta molto piccola”, rispetto a quanto gli Stati Uniti hanno dato alla Nato per decenni. E mette in discussione l'impegno degli altri membri del Patto Atlantico nei confronti dell'alleanza, affermando: "Noi siamo al 100% al fianco della Nato, non so se loro sarebbero lì per noi"noi".

E agli europei ricorda che "senza di noi parlereste tedesco e giapponese". Un riferimento all'ingresso degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale l'8 dicembre 1941, subito dopo l'attacco a Pearl Harbour. Un'iniziativa "a difesa della libertà" che cambiò le sorti del conflitto e sottrasse l'Europa al nazismo. Quindi torna ad un tono conciliante: "Nutro un profondo rispetto per il popolo della Groenlandia e per il popolo della Danimarca. Ma ogni paese aderente alla Nato ha l'obbligo di difendere il proprio territorio. E nessuno può garantire la sicurezza della Groenlandia a parte gli Stati Uniti". E di nuovo un richiamo al conflitto mondiale, quando "la Danimarca cadde sotto la Germania dopo appena sei ore di combattimenti". "Siamo stati quindi costretti a inviare le nostre forze per mantenere il territorio della Groenlandia, a costi e spese elevate", afferma Trump, stabilendo basi militari su questo “grande e bellissimo pezzo di ghiaccio”. E chiosa aggiungendo che gli Stati Uniti "sono più grandi e più forti che mai" e "al World Economic Forum l'America ha vinto la guerra".

Dai blog