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Trump pubblica i messaggi privati di Macron, gelo artico Usa-Francia

Ignazio Riccio
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La relazione tra Stati Uniti e Francia è esplosa sotto i riflettori dei media dopo il rifiuto annunciato del presidente francese Emmanuel Macron di aderire al nuovo organismo internazionale proposto da Donald Trump, il cosiddetto “Board of Peace” per la ricostruzione della Striscia di Gaza.

Parlando con i giornalisti, il presidente degli Stati Uniti ha liquidato la decisione di Macron con parole sprezzanti: “Beh, nessuno lo vuole, perché lascerà l’incarico molto presto”, ha detto, facendo riferimento alla presunta caducità del mandato del presidente francese.

Trump ha quindi rilanciato una mossa sorprendente: la minaccia di dazi punitivi del 200% sui vini e champagne francesi per fare pressione su Parigi affinché torni sui suoi passi e si unisca al progetto. “Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne e lui si unirà al board… ma non è obbligato a farlo”, ha affermato Trump in diretta.

Questa dichiarazione ha immediatamente suscitato forti reazioni a Parigi, dove fonti vicine all’Eliseo hanno definito inaccettabili e inefficaci i tentativi di usare misure commerciali come leva per influenzare la politica estera francese.

La vicenda ha assunto un tono ancora più surreale quando Trump ha pubblicato su “Truth Social” una screenshot di un messaggio privato che gli sarebbe stato inviato da Macron. Nel messaggio, il presidente francese sembrerebbe cercare una via diplomatica alternativa, proponendo di organizzare un incontro in occasione del G7 a Parigi dopo il Forum di Davos, invitando leader come ucraini, danesi, siriani e russi a partecipare ai margini della riunione.

“Caro amico, siamo perfettamente in linea su Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran. Non capisco quello che stai facendo sulla Groenlandia”, si legge nel testo condiviso da Trump, a dimostrazione delle crescenti divergenze non solo sulla questione del “Board of Peace”, ma anche su altri fronti strategici.

Secondo la conferma della presidenza francese, l’autenticità del messaggio non è in discussione, anche se resta da chiarire come si evolverà il rapporto tra i due leader dopo questa esposizione pubblica di comunicazioni private.

La proposta del “Board of Peace”, concepita dall’amministrazione statunitense come corpo internazionale per la ricostruzione di Gaza, ha già sollevato preoccupazioni tra più partner europei. Alcuni esperti citano anche critiche alla sua possibile natura alternativa o parallela alle tradizionali istituzioni multilaterali, come il Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

La minaccia dei dazi, oltre a poter influenzare settori chiave dell’export francese verso gli Stati Uniti, potrebbe segnare l’avvio di una più ampia guerra commerciale tra Washington e Bruxelles se non verrà disinnescata rapidamente con negoziati diretti.

La controversia si intreccia con altri dossier sensibili: Trump ha recentemente parlato con ottimismo di accordi riguardanti la Groenlandia, suscitando reazioni anche tra i partner europei e rafforzando la percezione di un ampio riposizionamento della politica estera americana.
Dalle vie diplomatiche alle leve commerciali, l’alleanza transatlantica sembra attraversare un momento di forte stress. Le prossime settimane, e in particolare la riunione proposta a margine del G7, saranno cruciali per capire se lo scontro potrà trasformarsi in un nuovo equilibrio, o se la frattura fra Parigi e Washington rischierà di allargarsi ulteriormente.

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