Spagna: trovati altri corpi, polemiche su rete ferroviaria. Felipe e Letizia dai feriti
Si continuano a cercare possibili vittime tra i rottami dei treni deragliati domenica sera vicino ad Adamuz, in Andalusia. Due gru sono entrate in azione per sollevare la carcassa dei due vagoni dell'Alvia-Renfe, che si sono accartocciati precipitando da un terrapieno di quattro metri. La Guardia Civil si sta servendo dell'aiuto dei cani specializzati per setacciare i treni alla ricerca di qualsiasi resto e indizio che possa aiutare nell'identificazione dei cadaveri. Le famiglie dei dispersi stanno trascorrendo queste ore angoscianti al Centro civico della Plaza de Toros di Cordova, assistiti da medici e psicologi della Croce Rossa, in attesa di sapere se tra i 42 corpi ritrovati finora ci siano anche i loro cari. Man mano che passano le ore, al numero di vittime viene dato un volto, un nome e una storia.
C'è Pablo B., il macchinista di 27 anni della Renfe a cui mancavano solo dieci minuti per scendere dal treno a Cordova. Ricardo Chamorro Caliz, insegnante di ritorno da Madrid con gli studenti che aveva accompagnato a un concorso pubblico da assistente nelle istituzioni penitenziarie: si era alzato dal suo posto per andare alla caffetteria quando è avvenuto lo scontro. Due giornalisti, Óscar Toro e María Clauss, l'intera famiglia Zamorano Alvarez, di cui è sopravvissuta solo la bimba piccola di sei anni. Viaggi di routine o per un'occasione particolare, piani semplici per trascorrere un weekend fuori che sono diventati una tragedia. I bimbi feriti ricoverati all'Ospedale universitario Reina Sofía di Cordova hanno ricevuto oggi la visita dei reali Felipe e Letizia, che hanno cercato di dare a loro e alle famiglie un po' di conforto. La coppia si è prima recata sul posto dell'incidente, incontrando anche alcuni residenti di Adamuz che si sono distinti per il loro altruismo, precipitandosi per aiutare a estrarre i feriti intrappolati.
Tra loro c'è Julio Rodriguez, di 16 anni. "Un angelo" e "un eroe", scrive la stampa spagnola. Il ragazzo è riuscito a raggiungere i vagoni distrutti del treno Alvia-Renfe aiutando a salvare, tra i cadaveri, alcune persone che erano ancora in vita. Il bilancio è salito a 42 vittime. In un vagone del treno Iryo nelle ultime ore è stato ritrovato un cadavere, un altro è stato trovato nei vagoni dell'Alvia, dove sono stati recuperati poi tre corpi che erano già stati individuati dalla Guardia Civil. Sono stati portati tutti all'Istituto di medicina legale di Cordova, dove sono già state effettuate 38 autopsie. Le vittime ufficialmente identificate sono dieci. Nove persone restano ricoverate in terapia intensiva. Il grave incidente ferroviario con un costo umano così alto, che ha coinvolto un mezzo considerato da tutti molto sicuro come il treno, ha scatenato dibattiti e dubbi sulla manutenzione dell'infrastruttura ferroviaria in Spagna. Secondo le prime informazioni sul'indagine che sta conducendo la Commissione d'inchiesta sugli incidenti ferroviari, i riflettori sono puntati su un tratto della rotaia che si è rotto nel punto del deragliamento. La stessa commissione in una nota ha però precisato che "tutte le ipotesi sulle possibili cause dell'incidente restano aperte".
Ha riferito che analizzerà il binario rotto nel punto in cui è avvenuto il deragliamento, nonché il sistema di rotolamento ferroviario del treno Iryo. Ha chiesto alla società che gestisce l'infrastruttura ferroviaria Adif informazioni sui registri di circolazione ad Adamuz nei due giorni precedenti all'incidente, ed effettuerà ispezioni sul sistema di rotolamento ferroviario di altri treni che hanno circolato in precedenza in quel punto. Un'indagine complicata che richiederà tempo. "È un incidente poco chiaro", il binario rotto può essere "la causa ma anche la conseguenza dell'incidente ferroviario", ha detto a LaPresse José Trigueros, presidente dell'Associazione spagnola degli ingegneri civili, idraulici e portuali e dell'ingegneria civile. Trigueros ha ricordato che la sua associazione da tempo chiede miglioramenti nella manutenzione dell'infrastruttura ferroviaria, sottolineando però che proprio il tratto dove è avvenuto l'incidente era stato da poco rinnovato. Il ministro dei Trasporti Oscar Puente e quello dell'Interno Fernando Grande-Marlaska hanno ribadito che "tutte le ipotesi restano aperte". Nel pieno delle polemiche l'Adif ha temporaneamente limitato a un massimo di 160 chilometri all'ora un tratto di circa 150 chilometri della linea ad alta velocità tra Madrid e Barcellona, dopo segnalazioni di problemi ricevute dai macchinisti. Solo a novembre il ministro Puente aveva annunciato un ambizioso piano per aumentare la velocità dei treni sulla tratta a 350Km/h, per poter arrivare da una città all'altra in meno di due ore.
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