attacco in vista
Iran, tensione alle stelle con gli Usa. "Tutte le opzioni sul tavolo", nel mirino le basi americane
Gli Stati Uniti hanno reso noto di aver ricevuto “segnalazioni secondo cui la Repubblica Islamica starebbe preparando opzioni per colpire basi americane”, avvertendo che “tutte le opzioni restano sul tavolo”. Lo ha reso noto il Dipartimento di Stato in un comunicato in farsi pubblicato su X, aggiungendo che Washington potrebbe ricorrere alla forza “se il regime della Repubblica Islamica attacca beni statunitensi” e ammonendo: “Non provocate il presidente Trump”. L’avvertimento segue le dichiarazioni del leader supremo iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei, secondo cui l’Iran ritiene il presidente statunitense Donald Trump responsabile di vittime, danni e diffamazioni nei confronti degli iraniani durante le recenti proteste.
Nel frattempo il procuratore di Teheran, Ali Salehi, ha respinto l’affermazione del presidente degli Stati Uniti secondo cui in Iran le esecuzioni di 800 manifestanti sarebbero state fermate. “La nostra risposta è decisa, dissuasiva e rapida”, ha dichiarato il procuratore, come riporta Iran International. “Attualmente, un gran numero di casi ha portato a incriminazioni e sono stati inviati al tribunale”, ha aggiunto. L'Ayatollah è invece intervenuto alla celebrazione dell'Eid al-Mab'ath a Teheran dove ha partecipato a un incontro "con migliaia di persone di ogni ceto sociale". "Riteniamo il presidente degli Stati Uniti colpevole delle vittime, dei danni e della diffamazione che ha inflitto alla nazione iraniana", ha affermato Khamenei secondo cui le manifestazioni sono state un risultato delle azioni americane, con intervento diretto del capo della Casa Bianca. "Coloro che sono legati a Israele e all'America sono responsabili della morte di migliaia di persone" nelle proteste, ha affermato il leader ammettendo, seppure in maniera indiretta, il pesante bilancio delle manifestazioni.