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Vladimir Putin e Xi Jinping, avanti senza compromessi su Ucraina e Taiwan

Foto:  Ansa 

Andrea Riccardi
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I discorsi di fine anno dei presidenti di Cina e Russia, Xi Jinping e Vladimir Putin, hanno delineato due visioni del mondo parallele, caratterizzate da un'intransigenza che non lascia spazio a compromessi, rispettivamente sulle questioni di Taiwan e dell'Ucraina. Entrambi i leader, seppur con toni e contesti diversi, hanno ribadito posizioni ferme, evidenziando come Pechino e Mosca intendano proseguire sulla strada delle proprie rivendicazioni territoriali e strategiche, almeno a livello retorico. Nel discorso di fine anno il presidente cinese Xi Jinping ha tracciato un bilancio del 2025 ponendo l'accento sulla forza e sulla determinazione della nazione. Commemorando l'ottantesimo anniversario della vittoria nella Guerra di Resistenza Popolare Cinese contro l'aggressione giapponese, Xi ha istituito la "Giornata della Ripresa di Taiwan", inviando un messaggio inequivocabile all'isola: "La riunificazione della nostra madrepatria, una tendenza dei nostri tempi, è inarrestabile". Queste dichiarazioni seguono il recente completamento con successo di esercitazioni militari cinesi intorno a Taiwan, che simulavano un blocco dei porti chiave dell'isola. Tali manovre hanno suscitato preoccupazione a livello internazionale, in particolare dal Giappone: il portavoce del ministero degli Esteri Toshihiro Kitamura ha espresso l'auspicio per una risoluzione pacifica attraverso il dialogo

La replica di Pechino non si è fatta attendere, con il ministro degli Esteri Lin Jian che ha accusato Giappone, Australia e altri Paesi europei di ipocrisia, sostenendo che criticano le "azioni necessarie e giuste della Cina per difendere la propria sovranità nazionale e l'integrità territoriale" mentre "chiudono un occhio" sul rafforzamento militare dei separatisti taiwanesi. Xi ha poi toccato altri temi, presentandosi come un promotore di pace e sviluppo globale, dichiarando che "la Cina è sempre dalla parte giusta della storia ed è pronta a collaborare con tutti i paesi per promuovere la pace e lo sviluppo nel mondo". Ha inoltre menzionato gli sforzi per la sostenibilità ambientale e i progressi tecnologici, inclusa l'intelligenza artificiale, alla fine del quattordicesimo Piano Quinquennale.

Da Mosca, il presidente russo Vladimir Putin ha utilizzato il tradizionale discorso per rivolgersi principalmente ai soldati impegnati sul fronte ucraino, ribadendo la fiducia nella vittoria finale. Il leader del Cremlino ha accusato l'Ucraina di rifiutare "praticamente qualsiasi soluzione pacifica" al conflitto, lasciando intendere che, in assenza di negoziati da parte di Kiev, la Russia continuerà con la forza per raggiungere i propri obiettivi. Ha quindi parlato di "eroi dell'operazione militare speciale", mostrando un'immagine di unità e determinazione russa. Mosca ha incolpato i Paesi occidentali e la Nato per l'escalation del conflitto in Ucraina, ribadendo la volontà di pace ma solo a condizioni che la Russia ritiene eque.

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