spagna
Scandalo corruzione nel Psoe di Sanchez: altri due indagati. Sumar chiede un repulisti
Candidature sdegnosamente ritirate, alleati sul piede di guerra, e dulcis in fundo l’inchiesta sulla corruzione che va avanti con altri due ex dirigenti indagati. Il Saturno contro che perseguita la Spagna di Pedro Sanchez, l’ultimo bastione socialista dell’Unione Europea. Insomma un’altra giornata di passione sotto il cielo di Madrid. Cominciata con la presa d’atto del ministro dell’Economia Carlos Cuerpo di non avere i voti necessari per essere eletto alla Presidenza dell’Eurogruppo. “Ritiro la mia candidatura per evitare un voto frammentato”, ammette a malincuore. In realtà una frenata all’ultimo secondo per evitare una nuova batosta, ovvero la probabile affermazione per la terza volta consecutiva dell’irlandese Paschal Donohoe. Se le cose non vanno al meglio a Bruxelles, il clima resta teso anche a casa. A cominciare dai rapporti dentro l’esecutivo: l’alleato Sumar, una sorta di Avs in salsa iberica, pretende un ufficio anti corruzione. Un vero e proprio diktat: per la piattaforma di sinistra, “i socialisti dovrebbero iniziare ad assumersi la gravità della situazione". Tradotto: si concordino in anticipo le misure anticorruzione che Sanchez annuncerà domani davanti al Congresso. Altrimenti, tuonano da Sumar, "non parlerà a nome del governo".
Messaggio ribadito dal ministro della Cultura e Ernest Urtasun: “Non aspetteremo il Partito socialista: guideremo la rigenerazione democratica e sociale che questo Paese merita, con tutte le nostre forze". Ieri ha provato a metterci una pezza il ministro della Giustizia Félix Bolaños: “Ora la sfida è quella di riconquistare la fiducia e fare in modo che pochi casi, anche se molto gravi, non macchino la nostra lotta alla corruzione”. Nel catenaccio a difesa del Palazzo della Moncloa, interviene anche la nuova portavoce del Psoe, Montserrat Minguez, che rintuzza le pretese degli alleati di governo. “Sumar sa che l'alternativa è un'alleanza del Partito Popolare e dell'estrema destra Vox”. Insomma o mangiate questa minestra o saltiamo tutti dalla finestra. Il dissenso però attraversa lo stesso partito di maggioranza: il governatore socialista di Castiglia La Mancia, Emiliano Garcia-Page, ha chiesto per Sanchez una verifica in aula della fiducia, come un segno che "il partito è vivo" e tutti "sono liberi di esprimersi".
Il bastione socialista dell’Ue è alle corde, qualcuno avverta Elly Schlein.