equilibri scricchiolano

Medio Oriente, l'analisi che ribalta tutto: perché "aumentano i rischi geopolitici"

Il mondo intero è in apprensione per le sorti del Medio Oriente. Qualsiasi mossa, ora, potrebbe ribaltare tutto. Da quando sabato scorso l'Iran ha attaccato direttamente Israele, infatti, non si fa che parlare della possibilità di un'escalation del conflitto. Il rischio è che Teheran risponda mettendo in campo tutte le sue forze e mostrando i muscoli. "Il recente attacco dell'Iran a Israele rappresenta una pericolosa espansione della guerra tra Israele e Hamas e aumenta il rischio di una forte escalation del conflitto". È quanto ha intuito S&P in un'analisi intitolata '"Aumento dei rischi geopolitici per l'espansione del conflitto tra Iran e Israele nonostante la tregua immediata". "La segnalazione" dell'attacco iraniano e "il coordinamento" per la difesa "hanno minimizzato i danni" ed "evitato un conflitto regionale su larga scala", si è osservato, aggiungendo che sotto il profilo economico "sebbene gli eventi dello scorso fine settimana segnalino un aumento significativo del rischio geopolitico, la narrativa centrale del nostro scenario di base rimane sostanzialmente invariata, comprese le nostre ipotesi macroeconomiche di base per le principali economie".

 

  

 

Tuttavia, ha avvertito l'agenzia di rating, "le nostre aspettative dipenderanno dalla natura e dall'entità della risposta israeliana nei prossimi giorni". "La traiettoria a medio termine rimane rischiosa, date le enormi sfide nel trovare un percorso di de-escalation. Ciò significa che i principali canali di trasmissione che risentono del conflitto e potrebbero influenzare le condizioni di credito continueranno a essere monitorati attentamente. Tra questi, i prezzi dell'energia, le interruzioni della catena di approvvigionamento, la volatilità dei mercati finanziari e la ripresa delle pressioni inflazionistiche, che potrebbero peggiorare se il conflitto raggiungesse un punto di svolta". Ma quali sono gli scenari? "I sionisti farebbero meglio a comportarsi razionalmente, perché se dovessero intraprendere un'azione militare contro Teheran, siamo pronti a usare un'arma che non abbiamo mai usato prima": così si è pronunciato il portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento, Abolfazl Amouei. "Israele risponderà all'attacco dell'Iran, ma lo farà in maniera saggia e non di pancia", ha dichiarato invece Netanyahu.