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Nato, truppe al confine con la Russia per "la più grande operazione"

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Si è acceso il dibattito sull'invio di truppe Nato in Ucraina. Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha dichiarato che le forze dell'Alleanza Atlantica sono già presenti nel Paese in conflitto con la Russia, ma non ha specificato chi è stato a inviare uomini a sostegno di Kiev. Indipendentemente dalla presenza di contingenti, l'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord ha rafforzato la presenza delle proprie truppe lungo tutto il confine orientale a seguito dell'invasione russa del febbraio 2022. È in corso l’operazione Steadfast Defender 24, che è la più grande dal 1988.  

 

 

Qual è l'obiettivo dell'operazione? Stando a quanto dichiarato dai vertici dell'Alleanza e dal Segretario generale Jens Stoltenberg, lo scopo è scoraggiare una nuova eventuale aggressione russa in Europa orientale nel prossimo futuro. "Steadfast Defender 24 - dichiara l'Alleanza - è la prima esercitazione Nato su larga scala che mette in atto questi nuovi piani di difesa". La presenza militare della Nato nella parte orientale, aggiunge la stessa organizzazione, "è una parte fondamentale della sua rafforzata posizione di deterrenza e difesa", che è stata "rafforzata negli ultimi anni per riflettere la nuova realtà di sicurezza nell'area euro-atlantica". 

 

 

A due anni dallo scoppio della guerra in Ucraina, la scelta del luogo - al confine con la Russia - assume un carattere simbolico. E così anche le tempistiche, con la Svezia che giovedì scorso ha fatto il suo ingresso nella Nato. Alle esercitazioni, infatti, hanno presenziato i rappresentanti istituzionali dei tre Paesi che ospitano la grande operazione di addestramento: il ministro della Difesa svedese, Pal Jonson, e gli omologhi di Finlandia e Norvegia, Antti Hakkanen e Bjorn Arild Gram. "Essere qui, insieme, da veri alleati è un onore ed è un giorno che ho aspettato a lungo - ha sottolineato Jonson nel corso di una conferenza stampa -. Le nostre conoscenze e le nostre capacità di muoverci in questo ambiente sono uniche ed essenziali» e «allenarsi per combattere negli ambienti dell’Artico è indispensabile per incrementare la capacità di difesa dei territori dei nostri alleati".

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