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Il Covid mette la Cina in ginocchio: medicinali esauriti, ospedali al collasso

Medicinali e kit per i tamponi esauriti, cliniche e ospedali pieni e personale sanitario costretto a lavorare anche in caso di infezione da Covid-19. L’uscita della Cina dalle linee più restrittive della politica di zero Covid si presenta caotica, mentre il Paese asiatico affronta una nuova ondata di contagi cominciata già prima della fine delle restrizioni più severe. Oltre alla carenza di medicinali come l’ibuprofene e medicine contro il raffreddore, si aggiunge anche una corsa all’acquisto di prodotti che si ritiene possano funzionare come rimedio contro il Covid-19: limoni, pesche sciroppate, compresse di vitamina C e acqua elettrolizzata sono tra i prodotti ormai irreperibili on line, per la corsa agli acquisti in previsione dell’ondata invernale di contagi. Sulla piattaforma WeChat e sul social network Weibo, i due canali più utilizzati dai cinesi, si sono diffuse liste di medicinali e prodotti da utilizzare in caso di contagio da Covid-19. Dopo gli allentamenti su scala nazionale alla linea di zero Covid, l’acquisito di anti-infiammatori, antipiretici e mucolitici sul portale di e-commerce JD si è moltiplicata di diciotto volte rispetto alla media di richieste in questo periodo dell’anno secondo il portale finanziario Jrj. 

 

  

 

Il popolare farmaco di medicina tradizionale Lianhua Qingwen, già utilizzato per migliorare le complicazioni polmonari del Covid-19, è andato a ruba dopo la revoca alle restrizioni, ma oltre ai medicinali si è diffusa la corsa ad altri beni di consumo ritenuti - spesso sulle basi di voci diffuse su internet - utili contro la diffusione delle varianti Omicron. È il caso delle pesche sciroppate, che secondo alcuni rumors potrebbero alleviare i sintomi della malattia, nonostante medici intervistati dai media statali contestino simili credenze. 

 

 

Ma circolano anche opinioni ben più gravi: il tabloid Global Times, dal suo account Weibo, ha dovuto avvertire i lettori che non è vero che bere alcolici possa sconfiggere il virus. Gli allentamenti alla politica di tolleranza zero verso il virus ha prodotto forti pressioni sul sistema sanitario, nonostante le raccomandazioni delle autorità di aumentare la capienza dei reparti per il Covid. A Pechino, alcuni ospedali hanno circa l’80% del personale contagiato, ma medici e infermieri continuano a lavorare per la carenza di personale sanitario, ha dichiarato all’agenzia Reuters un dottore di un ospedale della capitale: tutte le operazioni che non implichino una questione di vita o di morte sono state rinviate per fare fronte alla richiesta di cure contro il virus. Anche le cliniche sono ormai piene e le file per accedervi sono talmente lunghe che molti pazienti vengono curati direttamente a bordo delle auto su cui sono arrivati. 

 

 

Non mancano, poi, i timori per le fasce più a rischio di contagi, in particolare gli ultrasessantenni e chi soffre di malattie croniche, che il governo ha incoraggiato alla vaccinazione o alla somministrazione delle dosi di richiamo, e a cui le amministrazioni locali, come quella di Wuhan, dove il virus si è manifestato per la prima volta, stanno distribuendo kit sanitari.