129° giorno di guerra

Ucraina, i russi danno l'assalto finale a Lysychansk. Zelensky: combattimenti feroci sull'intero fronte del Donbass

Assalto finale a Lysychansk. Le forze russe e filorusse, dopo la conquista di Severodonetsk, pressano per conquistare l'ultima roccaforte di resistenza rimasta nella provincia orientale ucraina di Luhansk. Il governatore, Sergey Haidai, racconta di una situazione drammatica: "Le case private nei villaggi attaccati stanno bruciando una dopo l'altra. Con una densità così elevata di bombardamenti abbiamo solo tempo per portare via i feriti. Ci sono incendi simultanei in posti diversi".

 

  

Ma sullo stato delle cose le versioni sono discordanti: il leader ceceno Ramzan Kadyrov prima ha affermato che Lysychansk era "circondata" e poi ha annunciato l'ingresso delle truppe filorusse nel centro città. "Lysychansk è nostra! Le truppe alleate sono già nel centro della città!", ha scritto Kadyrov su Telegram. Una versione smentita dall'esercito di Kiev, che per bocca del portavoce della Guardia nazionale Ruslan Muzytchuk ha annunciato alla tv ucraina che sì, "i combattimenti imperversano intorno a Lysychansk", ma "fortunatamente la città non è stata circondata ed è sotto il controllo dell'esercito ucraino".

 

Luhansk e Donetsk sono le due province vicine che costituiscono la regione del Donbass, nell'est dell'Ucraina. Qui la Russia ha concentrato la sua offensiva da quando in primavera ha ritirato le sue forze dal nord dell'Ucraina e dalla regione di Kiev. I separatisti filorussi hanno in mano parti di entrambe le province dal 2014 e Mosca riconosce tutto il Luhansk e il Donetsk come repubbliche sovrane, autoproclamate. La Siria ha annunciato lo stesso riconoscimento di "indipendenza e sovranità" di Luhansk e Donetsk mercoledì.

 

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Oltre al fronte di Lysychansk, nelle ultime 24 ore sono stati sparati 270 missili nella regione nord-orientale di Sumy. Secondo quanto riferito dal capo dell'amministrazione militare regionale, Dmytro Zhivytsky, una donna di 64 anni è rimasta ferita nella zona di Shalyginsk mentre era fuori in giardino e "ci sono anche infrastrutture danneggiate: case di civili, fattorie, reti elettriche e una torre dell'acqua". Inoltre stamattina intensi bombardamenti si sono abbattuti su Mykolaiv, nel sud del Paese. Sono state udite esplosioni e sono risuonate le sirene anti-aeree, mentre il ministero della Difesa russo ha riferito di aver distrutto cinque posti di comando dell'esercito ucraino, tanto nella regione di Mykolaiv quanto nel Donbass.

 

E a Slovyansk, città nel Donestk ancora sotto il controllo ucraino, secondo il sindaco Vadym Lyakh è di quattro morti il bilancio di munizioni a grappolo lanciate venerdì sera dai russi; secondo il sindaco nei quartieri colpiti non c'erano obiettivi militari.

Intanto, nel consueto videomessaggio postato su Telegram, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha detto che "gli attacchi aerei sono proseguiti e combattimenti feroci continuano lungo l’intera linea del fronte nel Donbass: l’epicentro è nelle città della regione di Luhansk". Gli attacchi missilistici "alla sera erano già sei, per un totale di 12 missili, contro le regioni di Mykolaiv e Donetsk". Anche nella regione di Kharkiv "l’attività nemica nella regione si sta intensificando", fa sapere Zelensky, sottolineando che "siamo riusciti a espellere gli occupanti da Ivanivka, nella regione di Kherson, e continuiamo a premere sul sud del Paese".