sceneggiato ripetuto

Vincenzo De Luca sfotte le armi di Putin, critica la democrazia di Zelensky e poi la gaffe sull’inviato Rai in guerra

Vincenzo De Luca è un fiume in piena nella sua diretta su Facebook e a volte appare difficile distinguere l’originale dai toni ironici delle caricature di Maurizio Crozza. Il primo obiettivo del presidente della Regione Campania è Vladimir Putin, che ha minacciato seriamente l’Occidente: “Putin ha promesso di usare armi mai viste. Non ha detto quali, ci ha lasciato nell’angoscia. Viste le prove sul campo dell’esercito russo, ho immaginato che queste armi mai viste fossero la bomba Maradona, quella che si usa a Napoli a Capodanno, che fa un botto meraviglioso. Siamo ridotti in queste condizioni. La guerra va avanti, decideranno le armi. La cosa drammatica è che in tutto questo c’è un popolo massacrato, ma è una cosa che non sembra interessare molto nessuno nella sostanza. Non ci sono margini per fare valutazioni serie”. “Potremmo mandare come nostro consigliere in Ucraina un nostro generale, già pronto con tuta e anfibi e siamo sicuri che la guerra finirebbe”, non lo nomina apertamente ma è chiaro il riferimento al Generale Francesco Paolo Figliuolo. 

 

  

 

Altro obiettivo del governatore è Ilario Piagnerelli, con una dubbia ironia sul cognome del giornalista Rai che racconta la guerra dall’Ucraina: “Ormai non riesco più a seguire queste corrispondenze televisive, le trasmissioni che riguardano la guerra in Ucraina. Ho la sensazione che siamo di fronte a uno sceneggiato che si ripete quotidianamente per ore, con gli stessi personaggi e le stesse situazioni. Alcuni corrispondenti televisivi sono improbabili. Per due mesi abbiamo avuto un corrispondente di Rai News 24 da Kiev che, ad ogni collegamento, si collocava davanti a un mucchio di detriti e macerie. La sceneggiatura era sempre quella. Si chiama Piagnerelli. Già siamo in un teatro di guerra, poi mandiamo un giornalista chiamato Piagnerelli, bisognerebbe fare attenzione da parte della Rai. Mandiamo gente che si chiami Allegri, Benvenuti. La sceneggiatura è sempre quella i detriti. Magari si vede sullo sfondo gente che passeggia, che va in bicicletta, ma Piagnerelli ci fa vedere sempre le macerie. Io non lo vedo più perché mi sono stancato”.

 

 

De Luca se l’è poi presa con la Nato e ha lanciato pesanti accuse a Volodymyr Zelensky e al suo governo: “C’è stata una bella riunione a Ramstein, in Germania, di tutti i ministri della Difesa della Nato e non solo. Il ministro della Difesa degli Stati Uniti d’America li ha convocati tutti quanti per il corso di formazione. Hanno fatto questa riunione per decidere le armi da mandare in Ucraina. C’è stata una corsa al rialzo a chi offriva più armi. Come nella scena di Totò che fa la dettatura della lettera a Peppino, ‘punto, virgola, punto e punto e virgola’, a Ramstein hanno fatto la stessa cosa. Io mando le bombe e i fucili, gli inglesi bombe, fucili e missili, l’altro bombe, fucili, missili e carri armati. È stato veramente un incontro appassionante all’insegna della logica di gruppo e branco, a chi offriva di più. C’era la ministra della Difesa tedesca, seduta all’ultimo banco per mimetizzarsi, l’hanno sgamata e l’americano l’ha chiamata alla lavagna. La ministra tedesca ha dovuto impegnarsi nella corsa al rialzo, e si è impegnata per una quarantina di carri armati, da quel che ho capito non di ultima generazione, un po’ ‘sfrantummati’. Ovviamente tutto questo in un impegno straordinario di difesa della democrazia universale. Nel frattempo arrivava la notizia che in Turchia, paese membro della Nato, era stato condannato all’ergastolo un signore che ha fatto una manifestazione contro Erdogan. Il capo dell’opposizione ucraina rimane in galera, ma noi - conclude la diretta sul social network - ovviamente siamo impegnati nella difesa della democrazia universale”.