alleati furiosi

Ucraina, passo falso di Zelensky con gli Usa. Blinken e Austin a Kiev, così è calato il gelo

Giada Oricchio

“Blinken e Austin in Ucraina”. E la Casa Bianca si irrita. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nella conferenza stampa di sabato 23 aprile, ha annunciato a sorpresa la prima visita ufficiale del segretario di Stato Usa, Anthony Blinken, e del capo del pentagono, Lloyd Austin, per domenica 24 aprile. Un’uscita che ha fatto il giro del mondo e sorpreso la stampa perché non era stata comunicata.

  

Ebbene, secondo un retroscena del quotidiano La Repubblica, la rivelazione è stata tutta farina del sacco di Zelensky e soprattutto non era stata concordata con l’amministrazione americana, l’alleato più solido dell’Ucraina. La dichiarazione ha avuto un impatto sui rapporti con lo staff della Casa Bianca indispettito per la fuga di notizie e costretto a rivedere i piani per la sicurezza. Dopo l’anticipazione, è calato il silenzio. Solo quando Blinken e Austin erano faccia a faccia con il presidente ucraino, è stata data notizia dei colloqui e delle richieste di Zelensky: embargo totale al gas russo e lista delle armi: sistemi anti-missile, sistemi anti-aerei, veicoli corazzati e carri armati.

Finora gli Usa hanno fornito aiuti per 3,4 miliardi di dollari, l’Europa ha seguito l’alleato però adesso cominciano a emergere i primi no. Dopo due mesi di invasione, i negoziati tacciano e le armi urlano.