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Guerra in Ucraina, Ferdinando Nelli Feroci e la profezia su Putin

Non ci sono le condizioni per una tregua della guerra in Ucraina, ormai occupata da più di 1 mese dalle truppe russe di Vladimir Putin. Questa è l’opinione dell’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, ospite della puntata di mercoledì 20 aprile de L’aria che tira, in onda la mattina su La7. “Personalmente credo che non ci siano le condizioni, perché finché la Russia non avrà occupato quei territori dove ora la sua presenza c'è ma non è di totale controllo del territorio, Putin non sospenderà le ostilità”, afferma l’ambasciatore. Nessuno ha la verità in mano e le mosse del presidente russo sembrano spesso incomprensibili e tanto meno prevedibili ma secondo Nelli Feroci “andiamo incontro a una situazione di conflitto congelato dove, piuttosto che occupare tutta l'Ucraina, Putin si dovrà accontentare di occupare quella specie di mezzaluna che sta a est del territorio dell'Ucraina”.

 

  

 

 

 

Un territorio ricco di giacimenti minerari, tra l’altro, e strategico per il suo affaccio sul mare. “Se oggi ragioniamo su uno scenario diverso – spiega l’ambasciatore – cioè la riappropriazione del Donbass e di quella fascia di territorio che lo collega alla Crimea, cioè uno scenario molto diverso da quello che i russi avevano all'inizio delle operazioni, lo dobbiamo alla resistenza ucraina, piaccia o non piaccia.” Quel che dovevamo fare l’abbiamo fatto, a distanza e cioè senza entrare attivamente nel conflitto armato, ma adesso, secondo Nelli Feroci, serve interloquire con il presidente ucraino Zelenskyi affinchè ci indichi le basi sulle quali “sia possibile aprire una qualche forma di dialogo con Putin”.