non è l'arena in ucraina

“Città distrutte e morte”. Massimo Giletti racconta le atrocità della guerra: ho avuto paura, ma inseguo la verità

Francesco Fredella

"Ho visto città distrutte, ragazzi morti che venivano portati via dalle macerie": il racconto di Massimo Giletti in radiovisione su RTL 102.5 al ritorno dalla guerra fa venire i brividi. Il giornalista è stato in Ucraina la scorsa settimana per realizzare una puntata speciale di "Non è l'arena". In onda in mezzo alle macerie e ai corpi senza vita di migliaia di innocenti, un racconto che sicuramente è rimasto impresso nella sua mente. E che l'ha colpito. Stamattina, in radiovisione su RTL 102.5, ha raccontato la sua esperienza e le paure che ha vissuto in quei momenti.

 

  



“Diffido sempre di chi dice che non ha paura, se non hai paura non capisci da dove possono arrivare dei rischi e dei pericoli. La paura fa parte di una normale intelligenza, chi non ha paura è un folle, e ci sono i folli, ben vengano perché danno vita a cose che altrimenti non vedremmo”, ha detto Giletti in radiovisione a RTL 102.5. “L’angoscia ce l’hai, soprattutto quando percorri scoperto 300km e ci metti 7 ore per farli, in mezzo a carri armati, tank militari pieni di benzina per cui diventi un obiettivo perché lì esiste un’unica strada che porta da Odessa verso il fronte. Questo fa paura di questo lavoro, è normale, l’importante è cercare di vedere con i propri occhi. Andare lì, permettere alle persone che raccontano la guerra di avere qualche elemento in più del racconto che facciamo, perché stando qui comodi e tranquilli non puoi avere delle verità che lì hai”, ha detto il conduttore.

 



“L’Occidente ha tantissime colpe, ma la premessa è che c’è un uomo come Putin che ha deciso di invadere un Paese come l’Ucraina. Io ho visto città distrutte, ragazzi giovanissimi morti davanti a me che venivano portati via dalle macerie”, ha raccontato Giletti. “Oggi dobbiamo lavorare sul dialogare, quanto ci abbiamo provato? Secondo me mai mettere in un angolo un dittatore, chiuderlo lì non è positivo perché nel momento in cui si sente chiuso può reagire in modo peggiore. Ci facciamo dettare la linea dagli Stati Uniti? Certo, le sanzioni assolutamente sì. Macron non viene ritenuto credibile da Putin a causa dei famosi accordi di Mink sottoscritti dalla Francia e non rispettati per otto anni per colpe ucraine e ovviamente della Russia. Bisognerebbe individuare un nuovo leader europeo con cui mandare avanti i rapporti", ha detto ancora. "Questa guerra riguarda tutti, ma riguarda soprattutto noi e te lo dice uno che è assolutamente dalla parte Ucraina”.