Al Pont des Art arrivano le teche, i lucchetti traslocano su altri ponti?
Prima il crollo dei parapetti, poi la soluzione dei selfie: sembrava che il vetro dovesse preservare i lucchetti ma a quanto pare è stata previsto un esperimento, le teche, per i pegni d'amore: gli innamorati si spostano sugli altri ponti? Ce ne sono almeno altri tre
Passando con il battello sotto i ponti di Parigi, giro obbligato dei neofiti e non della città, lo sguardo non può non cadere sulle tonnellate di lucchetti dell'amore che sono attaccati sulle ringhiere dei ponti di Parigi. Contrariamente a quanto si pensi, infatti, non è solo il Pont de Arts a essere «infestato» - e le virgolette sono d'obbligo - dai famigerati lucchetti, ma anche gli altri ponti limitrofi: sono almeno 4. Probabilmente, gli innamorati di tutto il mondo non hanno trovato «spazio» sul Pont de Arts e si sono «allargati» sulle altre ringhiere: prima il crollo di giugno, poi i selfie mania, ora la parola fine: hanno iniziato a mettere sotto la teca le parti «in decadenza». La teca che sembrava preservare i lucchetti attaccati, impediva invece di attaccarne altri. E' l'esperimento di questi giorni. Sembra che si vada dritti verso la seconda soluzione: questo è successo nell'arco di un mese. Ad agosto, il Pont des Art era integro. La notizia è di oggi. Il sindaco starebbe pensando di ricoprire con delle teche trsparenti il ponte: evitare che altri continuino a gettare chiavi nel fiume («Pour remplacer les grilles & cadenas, nous expérimentons actuellement la pose de panneaux vitrés sur le Pont des Arts», ha scritto Bruno Julliard su Twitter, come riportato sul sito di «Le Figaro»). Gli stessi francesi avevano pure lanciato l'invito di «fatti un selfie, salva il ponte»: insomma, l'innamorato di turno avrebbe dovuto preferire una foto sul ponte alla «ferraglia», attraverso la timida campagna #lovewithoutlocks, che si può seguire su Twitter. Non c'è stato niente da fare: i fidanzati di tutto il mondo piantavano il lucchetto, gettavano la chiave e si facevano la foto. Articoli su articoli che sono stati anche richiamati da Federico Moccia sulla sua pagina Facebook: lo scrittore è stato per anni strenuo difensore della «politica dei lucchetti». Politica, tutta letteraria e romantica, che non piacque tanto ai capitolini. «Via i lucchetti da Ponte Milvio», si gridò da più parti. Via i lucchetti, via i sentimenti di quanti là sopra avevano posto il proprio sigillo. Qualcuno, quasi di nascosto, magari aiutato dal buio, tentò anche di attaccarli a piazza Navona, a Sant'Agnese. Insomma, ringhiera che vai, lucchetto che trovi. La situazione è imbarazzante: lo era a Roma, lo è anche a Parigi. In effetti, il rischio che il parapetto del ponte ceda, è reale. D'altra parte, non c'è nulla di male ad attaccare un lucchetto, e gettare la chiave al fiume. Anche perché, soprattutto se visto da sotto, l'effetto creato è meraviglioso, e la storia ha il sapore di una favola. Altrimenti, che gusto ci sarebbe andare a Parigi. Sarebbe bello se venissero adottate politiche culturali diverse: via il Pont des Art - lo hanno anche chiuso, ora le teche trasparenti - vediamo che fine faranno i lucchetti degli altri ponti. Magari, garbatamente, gli innamorati potranno continuare ad attaccarli.
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