Mercenari con divise italiane tra i separatisti filorussi
La Russia a maggio ha denunciato la presenza di istruttori americani a fianco delle truppe di Kiev
Chi si nasconde dietro il passamontagna del miliziano filorusso che indossa una mimetica dell'Esercito italiano? Le stellette sul bavero fugano qualsiasi dubbio: la divisa è quella dei nostri soldati. Il miliziano, kalanshnikov imbracciato tiene a distanza gli osservatori Osce arrivati in Ucraina per svolgere l'inchiesta internazionale sull'abbattimento del Boeing della Malaysia Airlines. A febbraio a Kiev, durante la rivolta di piazza Maidan, sulle barricate c'erano italiani con un passato nell'estrema destra che si erano uniti alle forze nazionaliste che si opponevano ai filorussi. Oggi non è escluso che, come avvenne durante la guerra in Bosnia e in Kossovo, qualche italiano, con un background militare possa essere stato “arruolato” nelle file delle milizie di Donetsk. Del resto che nel conflitto strisciante in atto nell'Ucraina dell'Est tra filorussi e governo di Kiev siano presenti mercenari di varie nazionalità è cosa nota. Del resto il fatto che molti indossino passamontagna e, di fronte alle telecamere, evitino, di pronunciare alcunchè, è un segnale che conferma i sospetti, non solo di Kiev ma degli stessi servizi di intelligence occidentali. La Russia a maggio ha denunciato la presenza di istruttori americani a fianco delle truppe di Kiev e i miliziani filorussi in più di un'occasione hanno sostenuto la presenza di “mercenari” inglesi. Così come nella crisi di Crimea le forze armate russe sono intervenute mimetizzando il loro intervento con divise senza insegne e con i volti coperti, nella guerra asimmetrica ormai è strategico nascondere la propria identità. E l'orrore in quei campi di girasoli dell'Ucraina o come i filosussi vogliono si definisca, Repubblica autonoma di Donetsk, sembra non avere limiti. I corpi a brandelli, gli effetti personali sparsi in un'area di sedici chilometri quadrati e i miliziani che si fanno fotografare armi in pugno e mostrando come trofei i peluche di quei tanti bambini ancor più innocenti vittime della follia omicida di un conflitto, fino a giovedì scorso, limitato e da quel giorno, con il lancio del missile Buk a fermare il volo MH17, divenuto globale. Orrore appunto che non è solo quello dei corpi dilaniati all'esplosione a 10mila metri di quota ma è anche negli episodi di sciacallaggio. Il governo dell'Ucraina ha, infatti, reso noto di aver avuto notizia di saccheggi nell'area del disastro aereo:denaro, gioielli e persino fotografie e passaporti depredati. Anche i separatisti si sono affrettati a denunciare episodi di saccheggi, attribuendoli a civili ucraini, alcuni dei quali avrebbero già usato nel Paese carte di credito sottratte alle vittime. E infatti diverse banche olandesi hanno riferito che stanno adottando “misure precauzionali” dopo che è stato riportato del furto delle carte di credito di alcuni passeggeri sulla scena del volo MH17. «I media internazionali hanno detto che le carte di credito dei passeggeri morti sono state rubate», ha annunciato la Dutch Banking Association in un comunicato in cui si legge che le banche stanno prendendo tutte le precauzioni necessarie.
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