Lo studio nelle scuole contro i suicidi dei bambini
Il tasso delle morti infantili è in forte crescita. Per questo il ministero per l'Istruzione ha ordinato alle scuole di investigare tutti i casi di suicidio degli studenti giovanissimi e adolescenti in tutto il paese
Giappone. È un problema così dilagante che il ministero per l'Istruzione è dovuto correre ai ripari. Il tasso dei suicidi tra giovanissimi giapponesi è così stato messo al centro di un panel di ricerca istituito proprio dal dicastero che ha elencato le linee guida per le scuole dell'obbligo, ordinando loro di investigare tutti i casi di suicidio degli studenti giovanissimi e adolescenti in tutto il paese. Se lo studente si suicida, allora la scuola coinvolta deve immediatamente cercare informazioni dalla famiglia e dalla polizia, facendo anche degli “interrogatori” se necessario, con tutti gli insegnanti e riportando i risultati al board degli insegnanti entro tre giorni, il consiglio di Istituto. Come descritto nelle guidelines del ministero. Le linee guida, decise giovedì, consentono persino alle scuole di ingaggiare delle società terze, investigatori privati, perché indaghino sui motivi che hanno condotto al gesto il ragazzo. Il ministro giapponese considera di poter rendere nota tutto il piano agli istituti scolastici del paese entro il prossimo mese. Oltre il “dopo” il ministero vuole, però, anche prevenire. Proprio per questo scopo, il ministero sta progettando dei materiali da consegnare alle scuole per dimostrare l'inutilità del gesto. Un'operazione come quella di ora era già stata tentata nel 2011. Ma senza successo, perché allora non si riuscirono a dare direttive chiare da seguire. Giovedì, il ministero ha rilasciato il tristissimo bilancio della sua investigazione sui casi di suicidi di bambini, basato su cinquecento casi registrati tra giugno del 2011 lo scorso dicembre. Il risultato è demoralizzante perché non dà prove certe che diano una spiegazione sul perché del gesto. Solo il due per cento soffriva di bullismo scolastico, e il 2,8% aveva subito violente punizioni corporali a scuola. Sistema ancora in uso nelle scuole giapponesi. Il risultato è che nessuna delle scuole intervistate è stata in grado di fornire una spiegazione esauriente sul perché dei giovani studenti si tolgano la vita. Resta il mistero.
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