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Iran, turismo sotto attacco: a rischio 3.500 prenotazioni e 6,4 milioni

Foto:  Lapresse 

Leonardo Ventura
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Tra pacchetti e servizi a rischio 6,4 milioni di euro in un mese. Ogni anno 610mila italiani in viaggio nei paesi coinvolti dalla guerra scoppiata sabato in Medio Oriente, tra Stati Uniti, Israele e Iran. Rischia di essere pesante l'impatto anche sui flussi verso l'Italia. Il conflitto in Iran ha causato nel week end appena trascorso la più grande interruzione del trasporto aereo degli ultimi anni, mettendo sotto scacco il turismo organizzato. Che, oltre alle difficoltà operative dovute a cancellazioni e rientri, nei prossimi 30 giorni potrebbe perdere 3.500 prenotazioni tra pacchetti e servizi, per oltre 6,4 milioni di euro di mancati introiti. È la stima per Assoviaggi Confesercenti del Centro Studi Turistici di Firenze, che considera le reazioni immediate del mercato e ipotizza una soluzione rapida del conflitto in corso nell'area del Medio Oriente. La perdita deriverebbe sia da rinunce al viaggio su prodotti già acquistati, sia da proposte all inclusive già programmate verso le destinazioni a maggior rischio sicurezza che potrebbero restare invendute.

Ogni anno verso i Paesi coinvolti nelle azioni militari - Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Giordania, Arabia Saudita e, in misura minore, Oman - volano oltre 610mila italiani e circa 60mila di loro si avvalgono dei servizi di tour operator e agenzie di viaggio. Con l'intensificarsi del conflitto, l'intera area ha subito un'improvvisa escalation con un impatto immediato sulla sicurezza e sulla logistica, a partire dalla chiusura degli spazi aerei e dalle conseguenti cancellazioni di numerosi voli. Nei prossimi giorni sarà più chiaro se si andrà verso una mediazione o un'ulteriore intensificazione degli scontri, ma in ogni caso il turismo degli italiani verso l'area sono destinato a rallentare. Assoviaggi consiglia di diffidare dalle tante 'notizie' più o meno veritiere che circolano su Internet: il Ministero degli Esteri, con il portale Viaggiare Sicuri, è l'unica fonte di informazioni certificate.

Per le prenotazioni già pianificate, le imprese del turismo organizzato si trovano a gestire criticità legate ad annullamenti dei voli, rinunce al viaggio e possibili scoperture assicurative connesse a instabilità politica e atti di guerra. In queste ore, inoltre, dalle imprese associate stanno arrivando richieste di intervento e sostegno al settore, alla luce delle cancellazioni che potrebbero intensificarsi nei prossimi giorni e che potrebbero riguardare anche destinazioni non direttamente interessate dall'area di crisi. Sul versante dell'incoming, dai cinque Paesi coinvolti dagli effetti iniziali del conflitto si registrano mediamente oltre 170mila arrivi annui e più di 2,5 milioni di pernottamenti: un elemento che segnala un possibile impatto anche sui flussi verso l'Italia, oltre che sulle partenze.

In questo contesto, Assoviaggi Confesercenti ha chiesto di valutare rapidamente "l'attivazione di misure di sostegno per le imprese del turismo organizzato, a partire da strumenti di liquidità per gestire l'ondata di annullamenti e riprotezioni, da interventi che evitino di scaricare integralmente su tour operator e agenzie i costi straordinari legati a cancellazioni e riprogrammazioni, così da ridurre l'incertezza operativa nelle fasi di crisi". La situazione è in costante monitoraggio e sarà aggiornata in base all'evoluzione del quadro internazionale.

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