Bruxelles, Draghi: "Vogliamo che la Grecia resti nell'euro"
Secondo il numero uno della Bce serve un accordo forte e socialmente equo. Padoan: "L'Italia non è vulnerabile"
La Bce "vuole che la Grecia resti nell'euro", ma a tale scopo "serve un accordo forte, che sia socialmente equo e crei crescita. Che sia anche fiscalmente sostenibile e affronti i restanti fattori di instabilità". Secondo Maro Draghi i negoziati vanno avanti. Sulla possibilità che la Grecia non rimborsi venerdì la tranche di aiuti dovuta al Fondo Monetario Internazionale, Draghi si limita a un "vedremo". Tuttavia il presidente della Bce ricorda al tempo stesso come negli anni Settanta ci siano stati casi di pagamenti accorpati e rimborsati in seguito. Il commento di Padoan. L'accordo tra la Grecia e i creditori "si sta avvicinando", rileva invece il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che si dice fiducioso. Precisa che l'Italia non è vulnerabile. "Il debito (pubblico) comincerà a scendere, la ricchezza finanziaria del settore privato è elevata, c'è un basso debito privato". La zona euro inoltre "è molto più forte oggi di quanto fosse due anni fa", grazie alle riforme istituzionali e all'azione della Bce, che "non è solo il quantitative easing". Il Qe funziona. Il programma di quantitative easing della Bce "sta funzionando" e "i suoi effetti si stanno dispiegando sull'economia". Draghi, in conferenza stampa, fa sapere: "Il programma di acquisto di titoli sta procedendo bene", ricordano che il piano andrà avanti fino alla fine del settembre 2016 o "finché non vedremmo l'inflazione su un percorso di aggiustamento sostenuto". "Ci concentreremo sulle tendenze dell'inflazione", ha spiegato. "Il quantitative easing ha contribuito a un "vasto allentamento delle condizioni finanziare", una "ripresa delle aspettative di inflazione" e "condizioni di credito più favorevoli per le famiglie". Il programma sta "dispiegando i suoi effetti sull'economia" ha aggiunto Draghi, citando la maggiore crescita e "una riduzione della fiacchezza dell'economia". Sulla ripresa economica. La ripresa dell'economia dell'Eurozona "si espanderà", afferma Draghi. Il calo dell'inflazione ha toccato il fondo. L'economia crescerà dell'1,5% nel 2015 e dell'1,9% nel 2016. Sono le nuove stime comunicate dal presidente della Bce che corrispondono a quelle diffuse dall'Eurotower a marzo. Rivista leggermente al rialzo la stima per il 2017, dal +2% al +2,1%. Invariate anche le stime sull'inflazione (1,5% nel 2016 e 1,8% nel 2017).
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