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Immatricolazioni e «passaggi». Ecco i furti di Stato sulle auto

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Prima puntata dell'inchiesta de Il Tempo 

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Altro che agenzie di pratiche amministrative o Aci. A lucrare sull'auto degli italiani in ogni momento della sua vita, dall'immatricolazione al passaggio di proprietà fino alla sua rottamazione, è solo lo Stato in tutte le sue articolazioni. Dunque inutile protestare quando si acquista una macchina con il rivenditore per i prezzi che si gonfiano rispetto al listino o con l'impiegato che gestisce le trascrizioni del cambio di possessore per i costi a volte spropositati: il colpevole è solo il fisco.     IL PESO DELLE TASSE Per scoprire quanto lo Stato si mette in tasca in un normale passaggio di proprietà di un auto basta considerare i costi (ufficiali) per un autoveicolo di 80 Kw intestata a una cittadino residente a Roma, un dettaglio non irrilevante perché il costo della tassa che si applica varia a seconda della provincia. Ebbene, su un costo medio totale per il passaggio di proprietà di 588,6 euro, ben 365 sono rappresentati dall'Imposta provinciale di trascrizione (Ipt). Un importo che rappresenta il 62% del totale. Non solo. L'avidità dell'erario non si ferma a questo. Sì perché al conto si aggiunge anche l'imposta di bollo per l'operazione del Pra (Il Pubblico registro automobilistico) per un importo di 48 euro e altri 16 euro per il pagamento di un secondo bollo per l'operazione alla Direzione Trasporti. Totale per questi due balzelli: 64 euro che, in percentuale rispetto alla spesa totale, è pari a circa l'11%. Risultato pratico: quando si acquista un'auto usata, ma il calcolo vale pressappoco anche per il nuovo, la Stato si porta in cassa più del 75% circa delle spese amministrative sostenute dal cittadino.     I COSTI DEL SERVIZIO Non è finita. Per arrivare al costo totale di 588 euro occorre considerarare anche altre due voci. Sono i cosiddetti «costi amministrativi» e servono a remunerare le spese sostenute da due enti che in Italia tengono la «contabilità» dei veicoli. Il primo è la Motorizzazione Civile, organo del ministero dei Trasporti, che registra i dati tecnici dei veicoli appena usciti dalla fabbrica e mette le stesse informazioni nel libretto di circolazione. Per i suoi servizi nel caso del passagggio di proprietà l'«obolo» chiesto è pari a nove euro (l'1,5% del complessivo). Gli emolumenti per l'Aci per la trascrizione dei dati del proprietario sono invece pari a 27 euro. Servono a remunerare una funzione spesso sottovalutata e considerata ridondante. In realtà il Pra è uno strumento che certifica, al pari della conservatoria immobiliare, a chi appartiene la proprietà di un mezzo. La registrazione del dato consente di stabilire giuridicamente se un mezzo è di una persona piuttosto che di un'altra. Ed è dunque una informazione centrale sia nel contenzioso sia per dare certezza giuridica a chi compra un veicolo. Si tratta di due voci di spesa che pesano complessivamente per il 6% sul totale.     LE AGENZIE Ultimo passaggio della catena di spese che si affrontano quando si cambia l'auto è il costo delle agenzie. Sono i privati che si occupano di seguire le pratiche relative ai passaggi di proprietà. E al pari di ogni impresa hanno una sttruttura di costo definita rispetto al volume di affari che sviluppano. Dunque la tariffa per la loro intermediazione è variabile secondo il luogo in cui sono ubicate. Il costo medio richiesto è di circa 120 euro pari al 20% dei 588 euro. Se spesso per la praticità ci si affida a questi soggetti si deve però sapere che questa componente può essere eliminata quasi completamente se ci si rivolge negli uffici provinciali del Pra. Le procedure sono completamente automatizzate e per l'aggiornamento delle proprietà si ritorna a pagare i 27 euro più i nove per la motorizzazione.     LE IMMATRICOLAZIONI Tutto il discorso fatto finora vale anche per la prima iscrizione e cioè per l'acquisto di una nuova auto o moto. In questo caso il costo medio dell'immatricolazione si riduce a 561 euro. Ma la parte maggiore è ancora una volta appannaggio dell'erario che incassa il solito assegno della Ipt, e cioè nel caso in esame, i 365 euro. Salgono i costi amminitrativi a favore del ministero dei Trasporti (49,6 euro) mentre resta inalterato quello per il Pra gestito dall'Aci. Il ministero dell'Economia poi per i bolli incassa 64 euro (32 per le operazioni Pra e altrattanti per la Direzione Trasporti). Lo Stato anche in questo caso resta l'unico vincitore perché riesca a intascare quasi l'80% delle spese sostenute dall'automobilista per mettere su strada la macchina.     L'INCASSO Per capire come la macchina sia una gallina dalle uova d'oro per l'erario basta osservare il gettito che lo Stato incassa dalla sola Ipt. È un calcolo a spanne. Ma considerando la vandita di auto tra nuove e usate in circa 6 milioni all'anno e una Ipt media di 200 euro la somma è di circa 1,2 miliardi. Un affare appunto.

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