Rincari, stangata da 700 euro
Ieri sono scattati gli aumenti di bollette e pedaggi autostradali
Dopo la stangata dell'anno che si è appena chiuso, con aumenti che lo stesso Tesoro ha indicato, nel settore dei prezzi liberalizzati, in un +5,1%, il nuovo anno segnala costi maggiori per i trasporti e la casa, ad eccezione della voce canone tv, che resta bloccato, e biglietti ferroviari, per i quali non è previsto alcun aumento con il nuovo orario annuale entrato in vigore a dicembre scorso. Da ieri, quindi, nuovo rincaro della luce e del gas: le bollette elettriche saliranno nel primo trimestre del 2006 del 2,5% mentre quelle del gas registreranno un aumento dello 0,7%. Secondo i calcoli fatti dall'Authority per l'Energia, la spesa media annua delle famiglie aumenterà quindi di 16,2 euro (+1,3%) rispetto a quella della fine del 2005. Il salasso attende anche gli automobilisti, con un aumento dei pedaggi autostradali medio pari al 2,4%, ma con rincari diversi tra le varie concessionarie autostradali, e che prevedono un +2,81% sui 2.854 chilometri di Autostrade per l'Italia, ma anche un +5,87% sulle autostrade abruzzesi della Strada dei Parchi. Ma costerà di più anche attraversare il Monte Bianco: sempre da oggi, infatti, scatta l'aumento deciso lo scorso ottobre dalla commissione intergovernativa di controllo del Traforo, che è pari al 2,24% per i veicoli leggeri, e va dal 3,83% al 4,08% (al netto di Iva) per i mezzi pesanti. La nuova raffica di aumenti, secondo una stima di Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori), porterà ad ogni famiglia una nuova spesa pari a 700 euro. L'Associazione dei consumatori sottolinea come dopo la stangata tariffaria del 5,1% nei primi 10 mesi del 2005, pari a 670 euro a famiglia e a 14,7 miliardi di euro in totale, questi del nuovo anno siano «evitabili aumenti» che «metteranno in ginocchio i redditi dei cittadini», «rendendo vana la ripresa dei consumi». Rincarano gas e luce, nettezza urbana ed Rc auto, ricorda l'Intesa, aumentano i costi dei trasporti pubblici «con le Ferrovie che tentano come al solito di dissimulare gli incrementi: ieri sulle tratte regionali, allegramente rincarate nel 2005 del 10-15%, oggi con la trasformazione degli interregionali in Intercity, che producono lievitazioni tariffarie anche superiori al 50%. Aumenti riguardano anche il trasporto locale, «per non parlare di benzina e riscaldamento, che guidano la classifica, con un Governo inerte che diventa l'ottava sorella della speculazione avendo guadagnato, con il giochetto dell'Iva e delle accise, un surplus fiscale pari a 3,2 miliardi di euro». Aumenti, ritocchini e rincari che «mettono a rischio la competitività delle imprese» e che, secondo l'Intesa, potrebbero essere attenuati, se non addirittura evitati, «sviluppando una politica di seria concorrenza tra le imprese, unita ad una difesa dei redditi familiari, che in quasi 5 anni sono del tutto mancati all'azione del governo». Quelli che sono partiti ieri sono «aumenti al buio» dei pedaggi autostradali, pari ad una media del 2,4%, «ottenuti a prescindere dalla qualità del servizio, con maggiori oneri di 30 euro a famiglia; mentre la raffica di pubblicazioni sulle Gazzette Ufficiali da parte delle banche, si traduce in rincari stimati in 50 euro pro-capite, l'8,7% in più del 2005» C'è poi il capitolo conti correnti che «con 11 operazioni mensili sfonda per la prima volta la quota di 600 euro l'anno».
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