Gli stipendi riprendono a correre più dell'inflazione
Per l'Istat le retribuzioni a settembre sono cresciute del 3,1%. Ma i sindacati contestano il dato
Il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, plaude alle rilevazioni dell'istituto nazionale di Statistica: «si conferma una crescita media ben superiore all'inflazione nonostante il mancato rinnovo del contratto dei metalmeccanici e l'attesa ormai prossima a concludersi di alcuni contratti dell'area pubblica». I sindacati ed i Ds, invece, reputano i dati Istat lontani dalla realtà in quanto riguardano solo una parte dei lavoratori e rilanciano la questione salariale, «problema nazionale dovuto alla sciagurata politica economica del Governo». A godere di aumenti superiori alla media sono stati, in settembre, i lavoratori dei comparti militari-difesa (+12%), forze dell'ordine (+8,9%), agricoltura (+5,7%) e commercio (+5%). Viceversa, gli incrementi più contenuti si sono avuti per energia elettrica, gas ed acqua (+1,9%), assicurazioni e pubblici esercizi ed alberghi (entrambi +1,4%) e per i comparti di contrattazione collettiva della pubblica amministrazione (+0,1%). All'interno di quest'ultimo settore comunque, osserva l'Istat, si riscontrano variazioni nulle per numerosi aggregati fra i quali i ministeri, regioni ed autonomie locali, servizio sanitario nazionale e scuola. Lo stesso Sacconi, pur soddisfatto del dato complessivo sugli stipendi, ha ammesso però che le cifre dell' Istat, come «tutti i dati medi, include situazioni differenziate».
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