Cerca
Cerca
Edicola digitale
+

Fiat, scontro a Melfi per la Punto

Esplora:
default_image

  • a
  • a
  • a

E alla Fiat già si profila un nuovo scontro sindacale. Questa volta il motivo non è la cassa integrazione o la minaccia di licenziamenti. Al contrario: la miccia sta per accendersi a causa della richiesta dell'azienda di aumentare i turni di lavoro a Melfi. Il responsabile delle relazioni industriali di Fiat Auto ha annunciato ieri alla cerimonia di presentazione della nuova vettura nello stabilimento lucano, che è necessario un «utilizzo intensivo degli impianti su sei giorni alla settimana», passando dagli attuali 15 a 18 turni di lavoro, con conseguente aumento di cinquecento operai. Una proposta che ha subito scatenato le critiche delle rappresentanze sindacali. «La Fiat non può imporre a Melfi i 18 turni, apra una trattativa - ha dichiarato il segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini - Se non lo farà, sarà inevitabile che nello stabilimento lucano si riapra il conflitto». Diciotto turni - aggiunge Rinaldini - «vuol dire lavorare sempre, compresa la domenica notte». Il segretario generale della Fim-Uil, invece, tenta subito una mediazione e lancia una proposta all'azienda: «A Melfi con la Grande Punto c'è sicuramente la necessità di una maggiore produzione, ma sono sufficienti 17 turni. I volumi possono essere compensati dalla produzione a Mirafiori della vettura». Eliminare il diciottesimo turno, previsto sin dalla costituzione dello stabilimento lucano, «significa - spiega Caprioli - permettere ai lavoratori di non andare in fabbrica la domenica notte e di rientrare alle 6 del lunedì». L'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, martedì ha assicurato che i livelli occupazionali a Melfi sarebbero stati «saturati» con il lancio della Grande Punto. Mentrre per Mirafiori l'obiettivo è realizzare 80-100 mila nuove Punto. Nello stabilimento torinese, però, la linea produttiva sarà perfettamente funzionante a partre da gennaio. Giva ha sottolineato le caratteristiche del «modello Melfi» di produzione e ha detto che «non è immaginabile che sia proprio Melfi a rinunciare ai suoi punti di forza di sistema competitivo integrato». Attualmente nella fabbrica lucana del gruppo torinese lavorano 5.400 persone, che fanno funzionare 559 robot e utilizzano ogni giorno materiali che giungono con 45 vagoni ferroviari e 120 autocarri. Anche l'anno scorso azienda e sindacati sono arrivati ai ferri corti a causa dei turni di lavoro nello stabilimento. La protesta attuata dai lavoratori di Melfi dal 19 aprile al 9 maggio 2004 ottenne - con il blocco totale della fabbrica - l'eliminazione della "doppia battuta", cioè la ripetizione del turno notturno per 12 volte consecutive. Nell'accordo che concluse quella vertenza, ricorda Giva, era previsto l'orario di lavoro a Melfi su 18 turni: la riduzione a 15 turni è stata attuata dall'inizio del 2005 solo «per adeguare i ridotti volumi produttivi della vecchia Punto all'andamento calante del mercato».

Dai blog