Senza libri, senza Cuore
La scena dell'alunno che umilia l'insegnante l'avete vista tutti, giusto? Se ne parla dappertutto. Sui social è rilanciata e proprio non c'è scampo se quel video – ancora prima di finire in un verbale del consiglio di classe straordinario – si rivela per quel che è: l'autobiografia d'Italia. Chi ha cinquant'anni oggi è per forza di cosa un somaro rispetto a chi ne ha settanta – ha dovuto subire, infatti, i decreti delegati e l'orrido '68… – ma ha almeno il ricordo di un fotogramma: Johnny Dorelli che interpreta «il Maestro Perboni» nello sceneggiato Cuore, il capolavoro di Luigi Comencini (dove un magnifico Carlo Calenda bambino, interpreta l'alunno Enrico Bottini). È un «signor maestro», quello di Edmondo De Amicis. Ed è un contrappasso rispetto a quello che oggi – per come scrive Mariella Giammarini, una colonna dell'insegnamento in Italia – è richiesto: «I ragazzi saranno ignoranti, ma l'antifona l'hanno capita: la scuola in ginocchio ci si è messa da sé, da tempo». A proposito di «tempo». In tutto questo, qualche prefetto, in assenza di Italia, ha già preso disposizioni e idranti sullo sciopero della scuola indetto per il 2 e il 3 maggio, per il megaponte dei cosiddetti lavoratori?
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