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"Millennium", la saga continua

Esce il quarto volume dopo la trilogia dello scomparso. Larsson Il nuovo romanzo è stato scritto dal giornalista Lagercrantz

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È finita la trilogia ma non si è mai spenta la spinta propulsiva di Stieg Larsson, il geniale giornalista e scrittore che ha intrigato e attratto a sé milioni di lettori di tutto il mondo con i suoi: "Uomini che odiano le donne", "La ragazza che giocava con il fuoco", "La regina dei castelli di carta". In una parola, chiara ormai in tutte le lingue del mondo, "Millennium". I tre romanzi sono stati tradotti e pubblicati in oltre trenta Paesi, e in Europa hanno venduto oltre 8 milioni di copie, di cui 2,7 milioni nella sola Svezia, praticamente quasi un quarto degli abitanti del paese scandinavo, e 1,5 milioni nella sola Francia. Stieg Larsson muore il 9 novembre 2004, a soli cinquanta anni, ma già nel dicembre 2013 la Norstedts Förlag, annuncia la realizzazione di un quarto capitolo della saga scritto però questa volta dal giornalista David Lagercrantz. E il 28 agosto 2015 ecco per gli appassionati dei gialli spuntare nelle librerie, come un miracolo verrebbe da dire, il quarto romanzo che porta un titolo che la racconta lunga: "Quello che non uccide". Sembra che per mano di Lagercrantz, Larsson sia ancora nella sua redazione. Quest'opera però non si deve commettere l'errore di pensarla come il seguito della Millennium Trilogy, ma piuttosto è a tutti gli effetti un nuovo capitolo di ciò che può essere definito in modo più appropriato, una serie. Larsson a soli cinquanta anni ha rivoluzionato gli schemi del genere, ha aperto la strada ai romanzi criminali di qualità scritti sullo sfondo di tematiche sociali di feroce attualità, ha fatto scoprire in tutto il mondo il filone del "giallo Svezia" che, pur esistendo da anni, non aveva mai raggiunto la ribalta. Un infarto ha stroncato la vita dell'autore e proprio nel modo in cui lui aveva raccontato nel suo ultimo romanzo la morte di uno dei suoi personaggi. Incredibile ma vero. Una scena cruda scritta, letta, che forse ha ispirato la vita. E certo è che la vita ha più fantasia degli uomini, che poi a paragone si limitano semplicemente a intrecciare storie sulla carta. La vita no. La vita tira fili invisibili, a volte trasforma i suoi personaggi in carne e ossa in protagonisti eroici, e a volte si beffa di loro, dimenticandosi di cosa sia la pietà. Ma la vita, è drammaturga assoluta, o se non la si vuole sessualizzare al femminile, la si potrebbe considerare un geniale e spietato Deus ex machina. "Uomini che odiano le donne" ha viaggiato ben oltre la vita del suo creatore e oltre le pagine di un libro, ha trovato infatti una sua esistenza anche nella televisione svedese SVT e nella Settima Arte diventando un vero e proprio evento cinematografico. Considerato il grande successo dei thriller di Larsson, il cinema americano ha creato un nuovo adattamento per il grande schermo. Il primo episodio, intitolato "Millennium-Uomini che odiano le donne", diretto da David Fincher e interpretato da Daniel Craig e Rooney Mara, è uscito nella sale americane il 21 dicembre 2011. Ma cosa narra in modo così tant o accattivante il genio di Larsson? Nel primo romanzo della serie, "Uomini che odiano le donne", il protagonista Mikael Blomkvist è reduce da un processo che lo ha visto colpevole e inerme alle accuse di diffamazione a mezzo stampa. Anche per salvare le sorti di Millennium, Blomkvist decide di accettare un incarico che lo porterà lontano da Stoccolma per indagare su un omicidio vecchio di trent'anni, ma ancora insoluto. Per le sue ricerche si avvarrà dell'aiuto di Lisbeth Salander, una giovane ed eccentrica ricercatrice esperta di pirateria informatica. Il secondo romanzo della trilogia, "La ragazza che giocava con il fuoco", verte principalmente intorno al personaggio di Lisbeth Salander. Dopo l'affare Wennerström, Lisbeth si prende un anno sabbatico in giro per il mondo e, a poche settimane dal suo rientro in Svezia, sarà sospettata e ricercata per triplice omicidio. Nel terzo, e ultimo romanzo della trilogia scritto direttamente dalla penna di Larsson, "La regina dei castelli di carta", la giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d'ospedale, anche se questa volta non sono le fasce di contenzione a trattenerla, ma una pallottola in testa. È diventata una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno come castelli di carta. E ora che Larsson è morto? Perché è tanto surreale questa storia vera? Qui non si parla di semplice genio artistico, letteratura, professionalità. Qui, c'è un quarto capitolo scritto da un altro autore che segue l'onda di Larsson e che riesce ad annullare il grande limite della vita. Questo è capace di fare una grande letteratura. Inventare nuovi capitoli a cui il cuore batte ancora forte.

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