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«Così sono tornato dall'inferno»

Di Cataldo: fascicolo archiviato, nessuno mi ha chiesto scusa «Papà fu colto da infarto per il dolore. Ad aprile è scomparso»

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Un flamenco. Massimo Di Cataldo ha rialzato il volume sulla sua musica grazie al possibile tormentone estivo «Un'emozione fantastica», con un video in cui compare la Miss Italia Clarissa Marchese, e un testo gioioso che recita:"Che mi importa se la vita/prende indietro quel che dà". Un modo per sigillare il coperchio sull'inferno vissuto in questi ultimi due anni, prima che fosse archiviato il fascicolo sui presunti maltrattamenti denunciati (via Facebook) dalla ex compagna Anna Laura Millacci, madre di sua figlia.     Di Cataldo, ne parliamo? «Parliamone. Quel maledetto 19 luglio 2013 la notizia esplose in un attimo, mentre andavo a ricevere un premio importante come il Lunezia. Mi chiedevo cosa fosse saltato per la testa ad Anna Laura. Sui social si è scatenata subito la caccia al mostro. Non ho mai ricevuto scuse, neppure dalla stampa o dalla tv che trattava il tragico tema del femminicidio, sparando la mia foto sul maxischermo a mo' di esempio negativo».     Come ha fatto a uscirne? «Avevo la coscienza più che pulita. Ho cercato di mantenere la mia dignità e la mia eleganza, senza rispondere agli insulti da parte di gente che non conoscevo. Ma gli amici, anche quelli famosi, mi sono rimasti vicini. Tanti colleghi erano solidali».     Lavorare neanche a parlarne. «La legge è lenta, e prima che i fatti fossero accertati, mi sono ritrovato senza serate. Capisco gli impresari: nel dubbio...Ma con questa spada di Damocle sulla testa, come avrei potuto andare avanti, soprattutto per il bene di mia figlia?».     Il tema è delicatissimo. «La cronaca nera ce ne racconta ogni giorno. Ed è tragica, nei fatti e nei numeri. Ma se una sola donna fa una cazzata, strumentalizzando il rapporto incrinato con il partner, e diffondendo bugie, fa un danno a tutte le altre, quelle che le violenze le subiscono davvero. Quanto agli uomini, sono entrato in contatto con tanti padri calunniati che poi aspettano anni per poter riabbracciare i figli. Ti distruggono la credibilità in un attimo, anche quando non ce la fai ad arrivare alla fine del mese».     Ora può vedere la bambina? «Sì, con regolarità. Pian piano abbiamo trovato accordi. La situazione era un boomerang per tutti e tre. Ho fatto ricorso per difendere il mio ruolo genitoriale, nel rispetto di mia figlia e della madre».     Sa che un giorno dovrà trovare le parole per spiegare questa storiaccia alla piccola. «Lo farò, con tutta la delicatezza del mondo. Rosalù è l'amore della mia vita. A 4 anni ha già una propensione per la musica. Io le canto filastrocche, e magari scriverò una canzone tutta per lei».     Purtroppo non tutto si è risolto bene. «Mio padre è morto lo scorso aprile. Il dolore di questa vicenda gli aveva provocato un infarto. Non riusciva a capacitarsi di come certe notizie infondate fossero piovute sulla sua casa e ne soffriva. Io vengo da una famiglia semplice, mamma e papà sono stati insieme per una vita, qualche volta anche a loro poteva capitare di litigare, ovviamente senza mai ricorrere alle mani, ma il giorno dopo si volevano più bene di prima».     Che lezione ha tratto da questo incubo? «Che la deriva sottoculturale di questo Paese, fatta di reality trash e di spietatezza mediatica, dove crei le tue fortune sulle disgrazie altrui, è responsabile di certi atteggiamenti. Si va avanti per vendette personali, meglio se in Rete, e in troppi, senza sapere la verità, ci sguazzano. Qualcuno scrisse che il mio caso era una montatura per farsi pubblicità. Ne avevo bisogno, dopo 20 anni di carriera?».     Già, la carriera. Nel '95 debuttava a Sanremo. «E spero di tornarci. Ho una canzone adatta. L'edizione scorsa di Conti mi è piaciuta molto, nel suo saper essere pop e non solo per appassionati di nicchia».     Nel frattempo? «Con "Un'emozione fantastica dico grazie a quanti mi hanno voluto bene in questo periodo orrendo. Il singolo è nella raccolta "Addendum", che esce in questi giorni, dove ci sono versioni inedite e dal vivo dei miei successi e l'omaggio a Lucio Dalla con "Se io fossi un angelo". Poi comincerò a lavorare a un album tutto nuovo».     Prima dell'inferno, l'ultima sua canzone si intitolava "La fine del mondo". Profetica, no? «Già. Era del 2012. Quello che ho vissuto è stato uno spartiacque della vita, ma mi ha aperto gli occhi e forse reso più saggio. Spero».

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