Burri, il protagonista dell'Informale
Finito l'ostracismo in Usa per il timore di oscurare Rauschenberg. Dopo 38 anni le opere dell'italiano al Guggenheim di New York
In vista dell'atteso centenario della nascita di Alberto Burri (Città di Castello 1915-Nizza 1995) che sarà celebrato l'anno prossimo, la Pinacoteca Comunale di Gaeta ospita fino al 12 ottobre una bella mostra dedicata alle sue grafiche e ai cellotex, per un totale di 123 opere esposte. Curata da Giorgio Agnisola, la rassegna ricorda anche l'amicizia che ha legato Burri al gallerista Antonio Sapone di Nizza, soprattutto da quando il grande artista umbro si trasferì a Beaulieu, in Costa Azzurra. Contemporaneamente, fino al 28 settembre, il Museo Diocesano di Gaeta ospita una coinvolgente mostra di fotografie dedicate a questa cittadina da Cy Twombly, insigne artista americano che scelse proprio questa amena località per i suoi soggiorni italiani. La mostra intitolata «Alberto Burri-Unico e Multiplo» si inserisce bene nel clima di crescente attesa che prepara le grandi celebrazioni per il centenario della nascita, nonché ventennale della scomparsa, del celebre artista umbro. Il programma delle manifestazioni è quanto mai ricco ed è stato snocciolato recentemente dal Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini e dal Presidente della Fondazione Burri, Bruno Corà. Il calendario del centenario sarà aperto dalla mostra «Rivisitazione: Burri incontra Piero della Francesca» che avrà luogo nella Pinacoteca civica e a Palazzo Inghirami di Sansepolcro mentre a Morra, nell'oratorio di San Crescentino, si terrà un incontro di studio sulla pittura di Luca Signorelli, alla quale Alberto Burri era profondamente interessato. Del resto l'artista umbro, pur avendo compiuto la rivoluzione che ha trasformato le materie più umili in pittura sublime, credeva profondamente nella necessità di espandere ed ampliare i valori della tradizione. Inoltre sarà pubblicata la nuova edizione, rivista ed ampliata, del Catalogo Generale dell'Opera di Burri e soprattutto, dopo ben 38 anni, il lavoro dell'artista tornerà in pompa magna a New York, con l'ampia retrospettiva che gli sarà dedicata dal Guggenheim Museum, tappa decisiva per il suo definitivo riconoscimento come uno dei giganti del XX secolo. Finalmente è finito l'ostracismo americano nei confronti del maestro umbro, protagonista dell'informale. Sì, perché Burri negli U.S.A. era tenuto in ombra per non infastidire l'edificazione del mito Rauschenberg. Ancora oggi non molti sanno infatti che il giovane Rauschenberg venne per la prima volta in Italia nel 1952, restando profondamente influenzato dalla visita allo studio di Burri. Non a caso, subito dopo questa visita, Rauschenberg cambiò decisamente direzione. Ma agli americani, con la loro idea imperialistica dell'arte, non è mai andata giù l'idea che egli fosse un "nipotino" di Burri e così la soluzione per loro migliore fu quella di relegare l'artista italiano ad un contesto localistico. Adesso, però, anche grazie al pregevole e rigoroso lavoro della Fondazione Burri, il contesto è cambiato e alla sua opera spetta il meritato riconoscimento internazionale. Sempre in occasione del centenario di Burri, a trent'anni dall'avvio della sua realizzazione la colossale opera del «Grande Cretto», a Gibellina, troverà finalmente il suo completamento nel 2015, accompagnata da una mostra nelle sale di Palazzo Riso, a Palermo. Inoltre a Milano si realizzerà la ricostruzione del "Teatro Continuo" nel parco Sempione e così l'opera di Burri avrà un'importante vetrina in occasione dell'Expo. A Città di Castello arriveranno anche 50 artisti da tutto il mondo per un summit internazionale dedicato all'influenza e all'eredità creativa di Burri. Ovviamente il centro nevralgico di tutte le iniziative sarà proprio Città di Castello, dove nella primavera del 2016 approderà la mostra americana, dopo una tappa anche in Germania, a conclusione dell'"anno lungo" dedicato a questo coraggioso artista. La mostra di Burri a Gaeta dà il giusto spazio soprattutto alle opere grafiche, in particolare acqueforti, acquetinte, litografie e serigrafie, a cui l'artista umbro si dedicò con rigore e passione sperimentale, giungendo a risultati di assoluto valore che traducevano sulla carta gli esiti materici delle sue muffe, combustioni e cretti. Pregevole è la serie di venti cellotex compresi fra il 1989 e il 1991 in cui Burri ha utilizzato come supporto per l'acrilico e il vinavil un materiale di uso industriale come il cellotex, costituito da una amalgama di segatura e colla pressate insieme. In queste opere, forme vagamente biomorfe si espandono in grandi ritmi di colori squillanti costantemente dialoganti con neri sontuosi, di volta in volta opachi o lucidi. Infine, l'esposizione delle fotografie realizzate a Gaeta da Cy Twombly è una vera sorpresa, visto che il grande americano scomparso nel 2011 era noto in particolare per la sua scrittura visiva ipersensibile, su fondi monocromi, fatta di graffiti, segni, macchie, numeri, frasi e percorsa da un colore di volta in volta fastosamente seducente oppure quasi sgraziato e gettato sulla tela. In realtà lo stesso artista confessava di amare intensamente qualunque tipo di paesaggio e proprio questo sono, in senso ampio, le foto di Gaeta, paesaggi naturali, cittadini, della quotidianità, ma anche nature morte in primissimo piano e scorci del suo studio. Le foto sono volutamente sfocate perché Twombly nella realtà cercava i colori della memoria, mitica o personale.
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