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Marcorè scende dalla Ferrari ed entra nel sottomarino dei Beatles

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Alzi la mano chi non ha mai ascoltato una canzone dei Beatles. C'è chi li ha vissuti e chi, per ragioni anagrafiche, come Neri Marcorè, li ha "frequentati" quando i Fab Four si erano già sciolti....

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Alzi la mano chi non ha mai ascoltato una canzone dei Beatles. C'è chi li ha vissuti e chi, per ragioni anagrafiche, come Neri Marcorè, li ha "frequentati" quando i Fab Four si erano già sciolti. «Ancora non conosco bene tutta la loro produzione musicale - ci tiene a precisare l'attore, comico e cantante marchigiano - ogni tanto scopro canzoni che non avevo mai sentito prima. Sono melodie orecchiabili, che canticchi subito, una musica che oggi è difficile ritrovare». Neri Marcorè è un vero fan dei quattro miti di Liverpool. «I Beatles - prosegue - sono la Bibbia per i musicisti, come Shakespeare per gli attori, un passaggio obbligato» che, insieme alla Banda Osiris, un sodalizio artistico già testato con successo nel programma televisivo Parla con lei, lo porta con lo spettacolo Beatles Submarine , dopo Genova, Bologna, Perugia e Arezzo, dal primo aprile sul palco del Teatro Olimpico a Roma. Da tempo il gruppo comico musicale desiderava mettere in scena il repertorio dei Beatles, «quelli della Banda Osiris ne hanno parlato con Giorgio Gallione, regista e autore dei testi, - ricorda l'attore - che ha proposto loro di coinvolgere me e quindi ci siamo imbarcati nel sottomarino». «Non è un concerto, ma un collage fatto di suggestioni, dove i racconti sono delle stazioni, ci si sposta da una parte all'altra tra canzoni, monologhi e giochi di parole. Un circo viaggiante, un Magical mystery tour» in cui Marcorè veste i panni del quinto Beatles, imbracciando la chitarra per cantare e raccontare, con la Banda Osiris, la sua versione di questo cardine della musica pop. Sono quindici i brani che vengono eseguiti o presenti nei monologhi, mentre i video animati da Francesco Frongia, su disegni di Daniela Dal Cin, rievocano il mondo beatlesiano fatto di fragole giganti, scarafaggi e l'immancabile sottomarino giallo. Ma tra le canzoni scelte ci sono anche delle grandi escluse, tra cui il pezzo che da il titolo allo spettacolo "Yellow submarine", "For no one", "The fool on the hill", "She leaving home", "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band". Una scelta obbligata, «altrimentilo show sarebbe potuto durare anche dieci ore. È' uno spettacolo sorprendente - prosegue - nel senso proprio del termine, perché ti siedi e soltanto allora scopri quello che succederà, perché non c'è un filo logico». «Sono molti i momenti di questo spettacolo che mi divertono - racconta Neri Marcorè - ma quello che preferisco, perché lo trovo interessante e stimolante dal punto di vista attoriale, è il monologo di Mark Chapman», l'uomo che la sera dell'8 dicembre del 1980 uccise John Lennon. «È un pezzo che arricchisco sera dopo sera, anche grazie alla reazione del pubblico che, fino alla fine, resta in religioso silenzio. È una sfida con me stesso». Marcorè è uno di quegli artisti che ama sempre mettersi in gioco: «Mi piace spostarmi, spaziare da un campo artistico all'altro senza essere etichettato, inserito in categorie», poco sorprende quindi che passi con naturalezza dal teatro alla tv, passando per il cinema. Dopo Roma, lo spettacolo farà tappa a Torino e Carpi, per ritornare in scena nel 2015, mentre anche stasera è su Rai Uno nella fiction con Giampaolo Morelli Una Ferrari per due , il primo episodio del ciclo "Purché finisca bene", e presto tornerà nei panni di Vittorio Costa in Questo nostro amore 2 con Anna Valle e sul set del film corale di Cristina Comencini.

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