Woody contro Mia: Ronan non è mio figlio ma di Sinatra
Dylan Farrow: "Ancora una volta Allen attacca me e la mia famiglia nel tentativo di screditarmi e farmi tacere"
Ormai è guerra aperta tra Woody Allen e la sua ex-moglie Mia Farrow. Il regista ha voluto difendersi dall'accusa di aver molestato la figlia adottiva della coppia definendo "ridicola" l'insinuazione e il frutto di un'acre battaglia con la sua ex compagna per la sua custodia. Ma nel lungo articolo pubblicato nell'edizione on line del New York Times e che finirà sul cartaceo dell'edizione domenicale del quotidiano, il regista affronta anche un altro capitolo scabroso, la possibilità che Ronan Farrow - il figlio avuto dall'attrice e che ha un'impressionante somiglianza con Frank Sinatra - possa non esser figlio suo, ma proprio del cantante. "Ovviamente non ho mai molestato Dylan", scrive il regista spiegando di volersi difendere "per l'ultima volta" da un'accusa che lo perseguita da due decenni: "L'ho amata e spero un giorno sarà in grado di capire che è stata ingannata e sfruttata di una madre preoccupata più della sua rabbia che del benessere di sua figlia". Per Allen sono le prime dichiarazioni pubbliche e - sottolinea - "le ultime" su una vicenda rimasta sempre a mezz'aria e che la figlia Dylan ha riportato clamorosamente alla ribalta con una lettera aperta pubblicata dallo stesso quotidiano. Il regista, con una lettera che arriva a una settimana di distanza, replica mostrandosi comprensivo con la ragazza, che oggi ha 28 anni, e addossando tutta la responsabilità alla sua ex-moglie, tratteggiata come una donna dominata dalla propria bile e che non è mai riuscita a superare lo smacco per essere stata abbandonata a favore di Soon-Yi Previn, la figlia che l'attrice aveva precedentemente adottato e che aveva 19 anni quando cominciò la sua relazione, in piedi tuttora, con il regista. "Non dubito che Dylan sia arrivata a credere di aver sofferto abusi, ma se da quando aveva 7 anni, una bambina vulnerabile, è stata abituata da una madre dal forte carattere a odiare suo padre perchè lui era un mostro che ha abusato di lei, è così inconcepibile che dopo tanti anni di indottrinamento l'immagine di me che Mia ha voluto darle abbia messo radici?". "Bisogna chiedersi - aggiunge - se sia sta Dylan a scrivere la lettere o se almeno sia sta guidata da sua madre". La risposta al regista non si è fatta attendere. La figlia adottiva di Mia Farrow e Woody Allen, nega che la madre l'abbia indotta a mentire e definisce distorsioni e menzogne le affermazioni fatte da Allen nella lettera aperta pubblicata dal New York Times, proprio in risposta alle accuse di molestie rivoltegli pubblicamente nei giorni scorsi da Dylan sempre dalle colonne del NYT. A riportare la controreplica della 28enne Dylan Farrow è The Hollywwod Reporter. "Ancora una volta Woody Allen attacca me e la mia famiglia nel tentativo di screditarmi e farmi tacere, ma niente di quello che può dire o scrivere può cambiare la verità", ha detto Dylan, che nella denuncia pubblica dell'1 febbraio aveva accusato Allen di aver abusato di lei quando aveva 7 anni ed aveva lamantato il silenzio di Hollywwod su questa vicenda. La giovane ricorda come la Corte Suprema di New York nel 1992 negò la custodia della figlia ad Allen e ogni tipo di contatto. E sottolinea che il procuratore del Connecticut aveva concluso che c'erano probabilmente gli estremi di una querela ma che decise di non farlo per proteggere la vittima che era una bambina. Dylan ha anche sottolineato che Allen può avere un arsenale di avvocati e portavoce, ma l'unica cosa che non ha è la verità dalla sua parte. E conclude: "Spero che questa sia la fine dei suoi attacchi feroci e della campagna mediatica dei suoi avvocati e portavoci, come ha promesso. Io non lascerò che la verità venga seppellita e che mi mettano a tacere".
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