Addio a Carlo Mazzacurati
Il regista padovano è morto a 57 anni dopo una grave malattia nell'ospedale di Monselice. Il ministro Bray: "Ha saputo raccontare con intelligenza il suo territorio"
Carlo Mazzacurati si è spento nell'ospedale di Monselice, vicino la sua Padova, a 57 anni, dopo aver lottato contro un male gravissimo che lo aveva colpito da alcuni mesi. Mazzacurati aveva il vinto il Leone d'argento nel 1994 alla Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia con il film "Il toro". Ha diretto, tra gli altri, "La lingua del santo", "La giusta distanza", "La Passione". L'ultimo film che ha girato, "La sedia della felicità", non è ancora uscito in sala. Nel novembre dello scorso anno ha ricevuto il «Gran Premio Torino» per la carriera. Nato a Padova nel 1956, figlio dell'ingegnere e corridore automobilistico Mario, Mazzacurati studia al Dams di Bologna e nel 1979 realizza il suo primo film, il road movie "Vagabondi", che, seppur vincitore del premio Gaumont al festival milanese Filmmaker, non riesce ad avere distribuzione nelle sale. Nel 1985 assieme all'amico Franco Bernini scrive la sceneggiatura di "Notte italiana", che diventerà poi un film due anni dopo, grazie anche all'appoggio della Sacher Film di Nanni Moretti. Nel 1989 è la volta di "Il prete bello", mentre nel 1992 realizza "Un'altra vita" con Silvio Orlando e Claudio Amendola. Alla ricerca di un'impossibile rivincita esistenziale è la protagonista di "Vesna va veloce" (1996), seguito da "L'estate di Davide" (1998). Nel 1999 gira "Ritratti" assieme a Marco Paolini, raccolta di dialoghi con importanti personaggi della cultura veneta (Andrea Zanzotto, Mario Rigoni Stern, e Luigi Meneghello). Dopo “A cavallo della tigre” (2002), il regista padovano gira “L'amore ritrovato” (2004) interpretato da Stefano Accorsi e Maya Sansa e nel 2007 “La giusta distanza”. Nel 2010 realizza due pellicole, il documentario “Sei Venezia” e “La Passione” con Silvio Orlando come protagonista. Come sceneggiatore collabora, tra gli altri, con Daniele Luchetti e Gabriele Salvatores, vincendo il Premio Solinas per la sceneggiatura di “Marrakech Express”. Recita piccole parti in tre film di Nanni Moretti. “Un regista che portava dentro di sé e sullo schermo le nostre malinconie, le nostre nebbie, i nostri disincanti, ma anche la nostra vitalità contrappuntata dalle nostre crisi. È stato un grande regista veneto, che del Veneto ha saputo leggere paure e speranze, desideri e dolori, identità e civiltà ma anche gli immensi vuoti dell'anima”. Così il Presidente del Veneto, Luca Zaia, ha voluto ricordarlo. Mazzacurati era presidente della Fondazione Cineteca di Bologna. “È con dolore che apprendo della scomparsa di Carlo Mazzacurati – ha detto il sindaco del capoluogo emiliano Virginio Merola - Una grave perdita per il mondo culturale italiano e per quello bolognese. A lui va il mio ringraziamento per l'importante contributo che ha dato in una fase nuova della cultura bolognese come primo presidente della Fondazione Cineteca. Mi unisco al dolore dei familiari a cui va la mia vicinanza e quella della città tutta”. Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray, ha dichiarato: “La scomparsa di Carlo Mazzacurati priva il cinema italiano di un interprete di grande originalità, capace di raccontare con intelligenza il suo territorio, la sua preziosa identità di storia e memoria, nel confronto con il mondo globale. Alcune delle sue opere d'autore parlano di microcosmi in cui irrompe l'altro, sconvolgendo ritmi e abitudini fino a portare a un nuovo ordine. Storie intense e toccanti, di cui sentiremo la mancanza”.
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