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Al cinema è l'ora di "Scialla"

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Una foto di scena di

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E' uscito venerdì in 250 copie, distribuite da 01, Scialla! (Stai sereno), opera prima dello sceneggiatore Francesco Bruni (Ovosodo, La prima cosa bella) che all'ultimo Festival di Venezia ha vinto la sezione di Controcampo italiano. Il film, che prende il nome da "scialla" (espressione giovanile che vuol dire: "stai sereno", "va tutto bene"), mette a confronto un padre e un figlio. La trama Di scena Bruno Beltrame (Fabrizio Bentivoglio), ultracinquantenne senza troppe qualità, diventato da uno scrittore niente male ad autore di biografie di calciatori e personaggi tv. Un esempio su tutti: attualmente è impegnato nella non troppo edificante biografia di Tina (Barbora Bobulova), famosa pornostar slovacca, ormai ricca produttrice di film hard. Tra i suoi studenti peggiori c'è Luca (l'esordiente Filippo Scicchitano (RPT Filippo Scicchitano), quindicenne ignorante e irrispettoso. Ma un bel giorno Bruno scopre che il ragazzo è suo figlio. E così quando la madre glielo affida per alcuni mesi, chiedendogli di non rivelare la sua vera identità, non potrà che iniziare tra i due una singolare convivenza che metterà, poco a poco, in campo tutta la gamma di sentimenti che si possono creare tra un padre e un figlio che, solo poco prima, non sapevano dell'esistenza l'uno dell'altra. "Questa è una commedia dai ritmi "scialli", tempi giusti, anche lenti perché credo - rivela Bruni - che per fare una commedia si può essere anche non veloci e non fare le faccette". Comunque, spiega ancora il regista, "è vero che in qualche modo sarà più il figlio a salvare il padre, a farlo anche ringiovanire, mostrando un altruismo e un rispetto per lui davvero bello". In "Scialla" c'è anche uno spaccato di una realtà sociale divisa in due: "È vero c'è la figura di Bentivoglio che rappresenta quella borghesia intellettuale un po' imbarbonita, alla Lebowski, e dall'altra i borghesi eleganti e ignoranti che vengono invece da nulla". Dice Bentivoglio: "Quello che mi è piaciuto di questa storia è il fatto che ribalta in qualche modo la visione che tutto si fa per avere un'altra cosa in cambio. Nel caso di Scialla è il figlio che porta il padre sulle spalle, lo salva". Afferma la Bobulova: "Dopo aver letto la sceneggiatura di Francesco Bruni, mi sono subito detta: sono 14 anni che vivo in Italia, non mi va di fare ancora una volta la solita slava con tanto di accento. Poi mi sono pentita, perché rileggendola (la sceneggiatura era in casa perché mio marito Alessandro Casale è aiuto regista del film, ndr) ho capito che avevo fatto un grande errore".  

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