«Non piace più il fascino delle borghesi belle e viziate»
Diva dalla personalità effervescente, cittadina impegnata nelle campagne sociali e di prevenzione contro il cancro, ma soprattutto donna sensibile, pittrice appassionata e attrice ironica. Se i quadri di Nancy Brilli sono stati esposti al Vittoriano di Roma (e poi in Russia), nel festival della canzone napoletana, «Napoli prima e dopo» (mercoledì su Raiuno), Brilli apparirà come madrina in tv. Mentre nell'ultimo film, «Un'estate ai Caraibi» dei Vanzina, l'attrice è alle prese con un episodio esilarante accanto ad Enrico Brignano con il quale si ritrova chiusa in ascensore. Brilli, cosa succede tra un uomo e una donna bloccati a ferragosto in ascensore? «Io ed Enrico interpretiamo Italo e Luciana, che si ritrovano ad avere conversazioni telefoniche con i rispettivi consorti che li aspettano per la cena. Abbiamo un vero e proprio incontro in ascensore il 13 agosto, quando a Roma non c'è nessuno. La nostra coppia è divertente, e non volevo perdermi l'occasione di fare una scena di sesso con Brignano: scherzi a parte, non si vede nulla, perché il fattaccio, nel film, è sottinteso e già avvenuto. Sono molto contenta di aver girato un altro film con i Vanzina. Dopo tanta tv, ora ho scelto di dedicarmi di più al cinema». In questi giorni sta lavorando su un altro set, ancora una commedia? «Sì. E ancora una volta con Carlo ed Enrico Vanzina. S'intitola "La vita è una cosa meravigliosa" e racconta la storia di alcuni personaggi con le loro aspirazioni alla felicità: è la classica commedia all'italiana che descrive il nostro Paese per quello che è veramente, un'Italia che aspira a mettersi in mostra, ma anche innamorata e allegra. È un film alla Frank Capra, perfetto in un momento come questo in cui occorre infondere speranza nella gente. Io interpreto la moglie di Gigi Proietti: siamo una coppia di benestanti con un figlio (Emanuele Bosi) e io sono la classica signora borghese viziatissima e incapace di rinunciare ai suoi privilegi». La incuriosiscono i vizietti di certe donne borghesi incapaci di rinunciare ai loro lussi? «Assolutamente no. Io sono una donna che lavora e senza capricci da star. In un momento di crisi mondiale, come questo, penso sia ora che le cosiddette signore bene comincino a curare più il loro lato spirituale che non quello materialista, rivolto all'ossessione compulsiva di spendere comunque e ovunque si trovino». Non sente la mancanza di recitare di nuovo in teatro? «Sì e infatti sto preparando lo spettacolo "Alphabet", dove a ciascuna delle 21 lettere dell'alfabeto corrisponde un monologo, una canzone o un dialogo. Debutteremo a marzo al Quirino di Roma, dove resteremo per un mese, i testi sono scritti da Edoardo Falcone e Massimiliano Bruno, lo stesso che firma con Fausto Brizzi il film "Uomini contro donne" nel quale avrò anch'io una bella parte».
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