Sale parrocchiali: una sfida fatta di tecnologia e qualità
I cari, vecchi cinema parrocchiali, messe da parte le contese in stile Don Camillo e Peppone, festeggiano i sessant'anni di attività con una sfida al futuro fatta di tecnologia e impegno. Delle strategie si dibatte al sesto Congresso Nazionale dell'Acec, l'Associazione cattolica esercenti cinema, partito ieri e che proseguirà, al Clarhotel Roma, fino a giovedì. «Sono anni di grande trasformazione delle sale della comunità», ha spiegato monsignor Dario Edoardo Viganò, vice presidente vicario dell'Acec e responsabile del settore Cinema e Spettacolo della Conferenza Episcopale Italiana, sottolineando l'alto livello di tecnologia raggiunto e la loro fondamentale funzione culturale e sociale. Che la sfida sarà vincente si capisce da semplici cifre: mille sale, prezzo medio 5 euro (30 per cento in meno rispetto alle altre), nel 2008 un incremento di quattro milioni di spettatori rispetto al 2007.
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