Il "Berlusca" e Benigni che mattatori
Niente di male, certo. Ma viene da considerare che il conforto forse questi poveri italiani lo stanno trovando nella fede (mai detto da nessun giornalista tv) o nella amicizia e insomma in quella miscela che, ben prima dell'arrivo di squadre di psicologi, li ha resi quella razza dignitosa e fiera che abbiamo ammirato con le lacrime agli occhi in questi giorni. *** Benigni a Londra apre il suo Dante dicendo che pensava d'essere il primo italiano a fare un grande one man show oltremanica. Ma d'esser stato preceduto da Berlusconi al G20. Dal che si acclara definitivamente che il geniale attoraccio comico-commovente quando satireggia il nostro lo tratta con la simpatia di un collega. Non con l'acidità ideologica d'altri guittuzzi nostrani. E che, au contraire, Berlusca non sopporta le punture di Benigni perché vengono da un collega che sui palchi del mondo ha più successo di lui. L'Orlando Curioso
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