Pupi Avati: «Sono un musicista fallito»
Un film che è stato ben accolto all'ultima mostra d'Arte cinematografica di Venezia e dal pubblico in sala in tutta Italia. Una vera soddisfazione per me e per tutto il cast». Ha inventato Katia Ricciarelli attrice? «Katia è un'ottima professionista. Una scoperta piacevole. Non sarà la sua prima e ultima volta al cinema. Merita tutto il successo che ha come cantate lirica e tutto il successo che ha avuto e che avrà come attrice. Una donna sensibilissima». Chi è Pupi Avati? «Spesso mi piace definirmi una persona egocentrica con tanti difetti. Sono anche geloso e possessivo». Esiste l'amicizia tra uomo e donna? «Non ho mai concepito e non riesco a concepire tuttora l'amicizia tra uomo e donna. I miei amici sono tutti maschi e con loro raggiungo sempre un grado di intimità che non riuscirei mai ad inventare con una donna. Ho comunque delle collaboratrici ma non mi confido con loro. Forse, purtroppo è il risultato di una educazione maschilista, quella che ho ricevuto in provincia da giovane». Nato a Bologna vive a Roma, una scelta? «Sono sempre stato e sempre resterò legato alla mia terra. Mi capita spesso di addormentarmi e sognare di essere costretto a tornare a Bologna. Amo moltissimo la mia città ma è Roma, così indifferente, che mi ha permesso di vivere gli anni del fallimento senza alcun senso di colpa. È probabile che, da anziano, cercherò il ritorno all'orticello, al quartire, alla casa. Bologna è più bella immaginarla e reinventarla che frequentarla realmente». Progetti futuri? «Mi auguro sempre di poter lavorare con il cinema e per il cinema. Sto preparando un nuovo film «La cena per farli incontrare», con Diego Abatantuono, Ines Sastre, Francesca Neri, Violante Placido e Vanessa Incontrada». I suoi ricordi convivono con lei? «A volte sì a volte no. Lavoravo in una ditta di surgelati, diventai dirigente. Credevo molto nella musica, non pensavo affatto al cinema, mi considero ancora un musicista fallito».
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