Crack Valleverde, in manette il fondatore
Le accuse: "Depauperato il patrimonio aziendale ai danni dell'Erario e dei creditori"
Arresti domiciliari per 6 imprenditori, 9 indagati e il sequestro preventivo per un ammontare complessivo di circa 19 milioni di euro. Questo il bilancio dell'atto conclusivo dell'indagine per bancarotta fraudolenta sul crack della Valleverde. I provvedimenti, emessi dal gip del Tribunale di Rimini, sono stati eseguiti dalla Finanza di Rimini, in collaborazione con i colleghi di Pesaro, Brescia e Mantova. L'indagine avrebbe permesso di individuare «operazioni e fatti aziendali connotati dall'obiettivo comune di depauperare il patrimonio aziendale della fallita società in pregiudizio dei creditori e dell'erario». Agli indagati vengono contestati, oltre alla bancarotta, anche omessi versamenti di imposte per importi milionari. Ai domiciliari, tra l'altro, il fondatore Armando Arcangeli. Le condotte riguarderebbero «sia la vecchia proprietà che la governance della newco bresciana, appositamente costituita per garantire la continuità aziendale nella fase del concordato preventivo omologato dal Tribunale di Rimini». Nello specifico, sono stati eseguiti sequestri preventivi per equivalente, con riferimento a reati tributari, fino alla concorrenza di 12,2 milioni di euro e sequestri preventivi, con riferimento ai reati fallimentari, di somme pari a 6,8 milioni di euro, oltre a quote societarie di 5 società, di cui una immobiliare con sede a Rimini e 4 nella Repubblica di San Marino. Sequestrati anche conti correnti nazionali ed esteri, a seguito di una rogatoria internazionale accolta dall'autorità giudiziaria della Repubblica di San Marino. Rispetto all'inchiesta della Finanza e della Procura di Rimini, la «Silver 1, azienda attuale proprietaria del marchio Valleverde, precisa che è assolutamente estranea ai fatti descritti, che riguardano esclusivamente i precedenti gestori e amministratori». È quanto rimarca la Silver 1 che ha acquisito il marchio Valleverde a maggio 2015 attraverso un'asta pubblica, dopo che la Valleverde srl era finita in procedura fallimentare nel 2013. «Vogliamo che sia estremamente chiaro che la nuova proprietà del marchio Valleverde è totalmente estranea a queste inchieste - afferma il presidente di Silver 1 Elvio Silvagni - noi stiamo investendo moltissimo per la rinascita del marchio che abbiamo acquisito solo da sei mesi, con l'obiettivo di ricreare un importante polo calzaturiero romagnolo, potenziando l'occupazione del territorio, e in particolare a Coriano di Rimini». Da quando il marchio Valleverde è stato acquisito da Silver1, è iniziata una nuova fase della sua storia: «A tempo record, poco tempo dopo l'acquisizione - ricorda la nuova proprietà - è stata preparata la nuova collezione Primavera Estate 2016 e la campagna di vendita iniziata subito dopo ha dato dei risultati estremamente positivi». Prima del suo momento di difficoltà, il marchio Valleverde era distribuito in 2mila punti vendita ma, nell'ultima fase, questi ultimi erano arrivati a 200. In soli due mesi di campagna vendita, i negozi in cui il brand è distribuito sono tornati ad essere 850, con 150mila paia già vendute. «Cifre molto eloquenti che diventano ancora più forti se si pensa che le previsioni del business plan parlano di triplicare le vendite con la prossima stagione autunno-inverno - spiega ancora l'azienda - con l'obiettivo di arrivare poi a un milione di paia di scarpe vendute». Infine, il giro d'affari, che quest'anno si chiuderà sui 2 milioni di euro, nel 2016 dovrebbe crescere fino a 10 milioni, realizzati quasi interamente in Italia.
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