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Il copia & incolla con «Zero, zero zero» J'accuse dei giornali americani a Saviano

sAVIANO

Lo scrittore è già stato condannato per plagio di articoli per il bestseller Gomorra

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Veramente sfortunato lo scrittore Roberto Saviano in questo 2015: se a giugno la Cassazione civile aveva deciso che una buona parte del suo primo e fondamentale libro «Gomorra» era da considerarsi un plagio di una serie di articoli dei quotidiani «Cronache di Napoli» e «Cronache di Caserta», ieri anche il libro «Zero, zero, zero» è stato platealmente accusato dello stesso peccatuccio, il «copia e incolla». Stavolta da giornali americani e messicani che raccontavano da anni analoghe storie di boss della cocaina. Il tutto, da parte del «Daily beast». Prontamente ripreso in Italia dal sito Dagospia . Roberto D'Agostino ci va giù pesante coi titoli, parla di «Fine dei giochi per il martire di Gomorra». Nessuna soggezione psicologica, certo, ma vanno anche considerati i rischi di venire ucciso che Saviano tuttora corre. Pesa ad esempio quella definizione di «Rushdie di Roma», coniata dal giornalista del Daily beast, chiaramente sarcastica. Mancava che dicesse "de noantri". I presunti plagi, tra cui sono comprese una citazione da Wikipedia del 2008 su «Las zetas», articoli del «Los Angeles times», un libro sulla mafia russa ("Red mafia: how the russian mob had invaded America") e pezzi estrapolati da giornali messicani, così come riportati dall'articolista Michael Moinyan, sembrano in effetti impressionanti. Il giornalista americano che ha dialogato via mail a lungo con Saviano sottoponendogli domande e contestazioni si definisce esterrefatto dalla linea di difesa dello scrittore napoletano: «Dice che la mafia vuole distruggergli la reputazione». E se lui medesimo la stesse aiutando? Si domanda implicitamente il giornalista americano. Che poi usa l'epiteto di rock star letteraria e di persona chiusa in una gabbia d'oro. L'articolo è lunghissimo perché contiene decine di citazioni di passi messi a confronto con quelli presi da altri giornali e persino da Wikipedia anni addietro. Chi vuole può leggersi tutto sulla home page di Daily beast. Difficile adesso, però, buttarla in caciara. La logica direbbe di querelare il giornalista inglese. Ma il rischio è quello di ottenere una seconda sentenza civile negativa. E anche il ritardo e le difficoltà con cui si sta girando la seconda serie di Gomorra, a questo punto, fanno pensare.

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