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«Lady Bmw? Io in carcere da innocente»

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Andrea Ossino «Non mi resta che rassegnarmi. Mi hanno condannato. Non posso fare nulla». Le parole dell'imprenditore Ernani Barretta sono semplici. «Vado in carcere ma sono innocente» avrebbe...

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«Non mi resta che rassegnarmi. Mi hanno condannato. Non posso fare nulla». Le parole dell'imprenditore Ernani Barretta sono semplici. «Vado in carcere ma sono innocente» avrebbe detto il proprietario della country house Rifugio Valle Grande mentre si aprivano le porte del carcere di Pescara. Una storia singolare quella che ha riguardato Ernani Barretta, il suo amico Helg Sgarbi e Susanne Klatten, Lady Bmw, la ricchissima ereditiera del colosso automobilistico. Una vicenda di ricatti, filmini osé, gigolò e truffe a sei zeri. Un'avventura terminata pochi giorni fa con la condanna del signor Berretta. L'uomo ha 70 anni e dovrà scontare 4 anni e un mese di reclusione. «Mi trovo in un caso, nel quale il potere politico-economico prevale sul corretto andamento della giustizia - aveva rivelato a «Il Tempo» l'imputato prima della sentenza - Rischio di essere condannato da innocente, per la mera pretesa di una donna straricca e strapotente proveniente dalla Germania. Si tratta di una donna che pretende da me, da colui che lei non ha mai visto in vita sua, secondo le sue stesse affermazioni in aula, il risarcimento dei suoi danni morali con Sgarbi. Ma quale morale?». Nel 2008 Helg Sgarbi, fascinoso italosvizzero indaffarato nel raggirare ricche e attempate donne sposate, incontra Susanne Klatten. La signora, una delle donne più potenti al mondo, era per Sgarbi ciò che il miele è per le api. Affascinante, intelligente e con una cultura invidiabile, il focoso Sgarbi conquista Lady Bmw e la convince a farsi consegnare diversi milioni di euro. Il tempo scorre. Le richieste di denaro aumentano. La passione scema. La donna chiama le autorità. I gendarmi svizzeri arrestano il gigolò che viene condannato. L'Italia pensa al presunto complice, l'amico di Sgarbi, Ernani Barretta. È accusato di aver girato i filmati negli hotel dove si recava Sgarbi. Con lui vengono arrestati la moglie, il figlio e anche la moglie e la figlia di Sgarbi. Barretta non si arrende, fa uno sciopero della fame, va in carcere, poi i domiciliari e infine la libertà. In primo grado cade l'accusa per i sette imputati mentre in appello viene revocato il decreto di sequestro preventivo. Non è finita. Sentenzia la suprema Corte: Colpevole. Eppure il gigolò aveva confessato: «Barretta mi ha accompagnato in alcuni viaggi, in buona fede. Era estraneo alle mie vicende. Gli chiedo scusa per averlo coinvolto». Nulla da fare. Barretta torna in Italia dopo un viaggio e si costituisce. Adesso attende le motivazioni della sentenza sperando di capire perché è stato condannato.

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