«Un nuovo piano portuale per cambiare il sistema Italia»
Intervista a Nicoletta Batini, 44 anni, candidata alla presidenza del porto della città toscana
La portualità italiana vuole voltare pagina. E per farlo ha bisogno di forze nuove, fresche e soprattutto con tante idee. Livorno è stato da sempre uno dei porti principi dell'Italia del mare, prima di una decadenza che sembra senza fine. Rialzarsi, la parola d'ordine, e per farlo, la via passa dalle elezioni del nuovo presidente. Tra i candidati, oltre al presidente uscente Gallanti (76 anni) e all'attuale commissario Guerrieri (57), c'è anche una donna. Si chiama Nicoletta Batini, 44 anni, economista di livello internazionale, passata dalla Banca d'Inghilterra al Fondo Monetario Internazionale, esperienze che l'hanno plasmata. Tanti anni all'estero, ma il profumo del mare non lo ha mai dimenticato, visto che al porto è praticamente cresciuta dal momento che il papà, l'avvocato Giuseppe Batini, è stato presidente dei mezzi meccanici del porto di Livorno e commissario della Flotta Lauro. Erano gli anni d'oro di Livorno. Poi, il crollo che l'hanno portato a perdere tutti i tipi di traffici, ben oltre la media nazionale. Dottoressa Batini, quale è la priorità? «Non voglio essere presuntuosa, ma credo che bisogna cominciare dal rividere il sistema, aprirsi al mondo con una nuova mentalità, uno svecchiamento della logica gestionale, aprirsi a nuove tecnologie ma anche un distacco dal clientelismo e monopolio che hanno contraddistinto le precedenti gestioni». Una sfida niente male. «Sicuramente non facile. Mi piange il cuore vedere la mia Livorno ridotta in questo stato. Non ho la bacchetta magica ma le idee sono ben chiare. Serve guardare avanti di venti anni, mettere le esperienze maturate all'estero al servizio del porto e programmare». Cominciamo. Cosa vuole fare per cambiare Livorno? «Il mio piano di rilancio è molto semplice e prevede tre impulsi. Primo: puntare non solo sui container, i cui volumi attuali in termini di Teus sono ai minimi termini, ma anche su crociere e nautica di lusso. Poi non trascurerei il project cargo, sfruttando gli spazi pianeggianti del nostro hinterland che altri scali ci invidiano e infine i bacini di carenaggio devono tornare ad operare a pieno ritmo e specializzarsi nel retrofit di navi medio-grandi volto a renderle più efficienti energeticamente: un requisito della Comunità Europea per il 2020 che interessa tutta la flotta mercantile e passeggeri del Mediterraneo, promettendo quindi enorme occupazione e indotto». Da dove vorrebbe cominciare? «Livorno va reso un porto competitivo. Il nostro è uno dei porti meno appetiti per costi e servizi. Noi dobbiamo invertire la tendenza, sfruttando il nuovo Piano nazionale della portualità e della logistica del governo che contiene tutti gli ingredienti per guidare una rivoluzione copernicana anche a Livorno. Bisogna avere il coraggio e le idee per cambiare. Mi avevano proposto di fare il sindaco ma, gentilmente, ho declinato. Credo in questa missione e sono certo che se salirò alla guida dell'Ap, cambieremo il corso della storia perché Livorno è una storia che non può essere cancellata». Idee (tante e ambiziose) e voglia di far bene. Nicoletta Batini si presenta così, per cambiare Livorno, per cambiare l'Italia, rottamando il passato, aprendosi a un futuro giovane e garante di un domani migliore.
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