Per il Natale di Roma fa festa solo il Comune
Gli impiegati pagati per rimanere a casa
Quando Roma festeggia il compleanno gli impiegati comunali non lavorano. Vigili urbani e insegnanti, che devono assicurare servizi essenziali, vengono pagati con l'extra previsto per i festivi. E oggi, che la Capitale brinda al 2.768° Natale, non fa eccezione. Ma accade solo a Roma. In nessun'altra città Anagrafe, Patrimonio, Edilizia e gli altri uffici che forniscono servizi ai cittadini si fermano. Per ogni Comune, almeno in Italia, la festa che tiene tutti a casa è soltanto quella del patrono. Ma Roma caput mundi fa eccezione. È festa il 21 aprile, giorno della fondazione che la leggenda attribuisce a Romolo, dopo la storica lite terminata con l'uccisione del fratello Remo nel 753 a.C., ed è festa pure il 29 giugno, in onore dei Santi Pietro e Paolo. «I ventitremila dipendenti comunali capitolini lavorano sempre e quella è una loro giornata di festa. Un diritto», afferma su ilfattoquotidiano.it Svetlana Celli, presidente della Commissione Personale di Roma Capitale e consigliere comunale della Lista Civica Marino. Forse non tutti sanno che ad istituire la festa, tutta particolare, del Natale di Roma è stato Benito Mussolini. La volle un po' perché alla «romanità» lui ci teneva parecchio e un po' per far dimenticare la «comunista» festa del primo maggio. Il 21 aprile il Fascismo così concentrò l'omaggio alla fondazione della città che ha forgiato la cultura dell'Occidente e la (nuova) festa del lavoro. Non lavorare quella giornata era un diritto di tutti. Caduto il Regime, il 21 aprile tornò ad essere un giorno come gli altri. Per gli italiani, naturalmente. Non per i romani. O meglio, non per tutti i romani. I «colletti bianchi» in Campidoglio hanno continuato, dopo la Seconda guerra mondiale, a restarsene a casa nel Natale di Roma. Tranne i vigili urbani e chi comunque deve assicurare un servizio indispensabile. I romani che non lavorano in Comune invece hanno continuato a festeggiare «in privato» il compleanno dell'Urbe. Eppure c'è chi ha provato a cancellare questo privilegio. Nel dicembre 2007, quando il Campidoglio era guidato dal sindaco «rosso» Walter Veltroni e da una giunta di centrosinistra, venne depositata una proposta per abolire la festività extra degli impiegati. Pur mantenendo cerimonie e controcerimonie pubbliche per ricordare la fondazione della città. «Ma ogni anno, quando si avvicinava il 21 aprile, c'era un gran giro di carte confuso e curioso tra il Comune di Roma, il Governo, il ministero dell'Interno, per giustificare questa ricorrenza», racconta Pietro Barrera, che all'epoca dirigeva il Dipartimento del Personale. Proprio lui era promotore della delibera che avrebbe dovuto cancellare il Natale di Roma come giornata non lavorativa per gli impiegati comunali. «A dimostrazione che la festività doveva restare ci si appellava persino a norme remotissime, sulle feste tradizionali, pur di mantenerla», insiste Barrera. A seppellire definitivamente il progetto provvide la fine anticipata della giunta Veltroni. Sindaco dimesso, caso chiuso. Chi tentò in seguito di resuscitare la proposta non venne neppure preso in considerazione. Il Natale di Roma non si tocca! Oggi, quindi, uffici capitolini chiusi. Gli utenti sono stati avvertiti. Cartelli campeggiano da giorni nei corridoi, sui portoni, nelle sale d'attesa. Ma chi in Comune si reca una volta l'anno, magari non lo sa. E troverà l'accesso sbarrato. Un disagio in più per i cittadini, ma anche un danno economico per le casse comunali, dal momento che chi lavorerà riceverà gli straordinari ma, ribadisce la Celli, «sono ricorrenze che vanno rispettate e quindi le festività vanno pagate». «Il lavoro va fatto, la produttività degli impiegati dovrà essere analizzata nelle altre giornate», aggiunge la presidente della Commissione Personale di Roma Capitale. Quanti soldi non avrebbe speso Roma in straordinari e quanto lavoro avrebbe potuto produrre se gli uffici capitolini fossero rimasti aperti è un calcolo che nessuno, pare, abbia mai fatto. Almeno finora. Ironia della sorte: per il 2.768° Natale, Roma prenderà provvedimenti disciplinari nei confronti dei propri dipendenti. In questo caso il personale del trasporto pubblico, dopo lo sciopero selvaggio di venerdì scorso. Ai conducenti che hanno incrociato le braccia per rivendicare i propri diritti, la Capitale riserverà per il proprio compleanno un'amara sorpresa. Festeggeranno ugualmente pensando alla sanzione che verrà? Roma, nel bene e nel male, è da sempre si fa sempre notare.
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