Cerca
Cerca
Edicola digitale
+

Prete a luci rosse, il vescovo lo caccia

BA__WEB

Taranto, denuncia con tanto di foto e video al vaglio del Tribunale Ecclesiastico Secondo l'accusa, promesse di orge e rapporti sessuali in cambio di un lavoro

  • a
  • a
  • a

TARANTO Ancora una volta le stanze della curia tarantina sono (è proprio il caso di dirlo) sono diventate «bollenti», a seguito di un esposto, ricevuto dal Tribunale Ecclesiastico Regionale della Puglia, che rivela delle attività omosessuali di alcuni sacerdoti. Nelle carte finite sul tavolo di monsignor Giuseppe Donato Montanaro, il vicario giudiziale della sede tarantina del Tribunale ecclesiastico regionale pugliese, il quale ha immediatamente contattato telefonicamente il denunciante, che secondo il suo racconto si è commosso piangendo di gioia al telefono, venendo rassicurato e confortato dalle parole del monsignore, che gli ha promesso e garantito che «sarà una cosa veloce e giusta perche noi non vogliamo sacerdoti cosi e faremo di tutto per velocizzare la situazione». La denuncia al Tribunale Ecclesiastico è correlata da documenti video, foto e conversazioni in chat. Una documentazione, che mette in luce una continua attività sessuale del parroco dietro le quinte della sacrestia. Promesse di orge, di rapporti sessuali in cambio di un lavoro, proposte di viaggi ed ospitalità a Taranto, a Roma, scambio di foto a luci «rosse» e persino lo scambio di indirizzi di altri preti «omosessuali» con cui avrebbe potuto incontrarsi. Ieri il portavoce dell'Arcidiocesi del capoluogo jonico, don Emanuele Ferro, è intervenuito riguardo al presunto scandalo di natura sessuale scoppiato negli ambienti religiosi della città pugliese. «Il sacerdote interessato, che non appartiene al clero di Taranto, bensì ad un ordine religioso, è stato rimosso da monsignor Filippo Santoro dalla cura parrocchiale, non appena lo stesso arcivescovo insieme ad alcuni curiali, ha appurato l'attendibilità dei fatti: già dalla settimana scorsa il religioso non è più a Taranto». La rimozione ha riguardato un parroco la cui condotta viene definita dall'Arcidiocesi «moralmente riprovevole e assolutamente non compatibile con il ministero presbiterale». In particolare l'autore della denuncia, vicino ad ambienti religiosi e residente nel Nord Italia, avrebbe ricevuto via chat su Facebook la confidenza del parroco circa la presunta omosessualità di quest'ultimo e la sua intensa vita sessuale anche con altri preti. «Comunque sia, nella documentazione acquisita dal tribunale ecclesiastico - prosegue la Curia - al momento non c'è traccia alcuna del coinvolgimento in diocesi di altri sacerdoti. Sebbene i giorni trascorsi siano stati particolarmente impegnativi e gli uffici di Curia chiusi per le festività pasquali, ugualmente, proprio per amore al popolo santo di Dio, l'intervento è stato immediato. Ora il parroco non si trova più nel capoluogo ionico e l'ordine religioso è stato interpellato ed esprimerà il nome di un nuovo parroco entro mercoledì prossimo». «Inutile dire che i sentimenti dell'arcivescovo e della Curia - continua la nota - sono quelli del rammarico e dello sconcerto, specie perché questa notizia arriva in giorni in cui la Chiesa di Taranto è stata attraversata da momenti indimenticabili dal punto di vista della fede, proprio per la ricchezza e la devozione del Triduo Santo. Migliaia di persone hanno avuto la possibilità non solo di ammirare i Riti ma anche di accostarsi al confessionale di tanti sacerdoti tarantini che nel silenzio e nell'entusiasmo apostolico testimoniano ogni giorno, senza clamore, il volto bello del Cristo buon Pastore».

Dai blog