Il Papa: "Essere cristiani non significa fare figli come conigli"
Il Pontefice invita alla "paternità responsabile". Poi parla della metafora del pugno: "Serve prudenza"
Ancora una volta Papa Francesco spiazza tutti. A partire dai tanti cattolici che quotidianamente si trovano a fare i conti con le sfide della modernità. Sul volo che lo riporta in Italia da Manila il Pontefice tocca un tema molto delicato, quello della "paternità responsabile". La domanda dei giornalisti che lo accompagnano nasce dall'enciclica Humanae vitae con cui Paolo VI proibì la contraccezione e sulla quale tanti credenti, anche nelle Filippine, esprime dubbi e perplessità. "Paternità responsabile significa che si devono fare figli, ma responsabilmente - risponde il Santo Padre -. Alcuni credono che i cristiani debbono fare come i conigli". Ovviamente il pensiero espresso da Francesco è più complesso: "Sentir dire che tre figli già sono troppi mi mette tristezza, perché tre figli per coppia sono il minimo necessario a mantenere stabile la popolazione". Non esiste quindi un numero perfetto. Per il Papa è essenziale che il matrimonio sia aperto alla vita. Non a caso, ricorda, "il sacramento non è valido se qualcuno si è sposato con l'intenzione di non avere figli. Ma poi i figli debbono essere seguiti e educati. Possono esserci ragioni serie a sconsigliare nuove gravidanze. Ma ci sono vie d'uscita lecite, i cattolici chiedano ai pastori. Paternità responsabile non significa che un cristiano deve fare comunque tanti figli. Lasciarli orfani è tentare Dio. Paolo VI aveva studiato questo e aveva sognato un pensiero di misericordia. Lui guardava al contesto, che si è rivelato drammatico con lo 0% delle nascite in Italia. Profeticamente aveva previsto lo scenario attuale con l'impossibilità, mi hanno detto ma non so se sia vero, di pagare le pensioni dal 2024". L'Islam e il pugno. Nel viaggio Francesco torna anche sulla metafora del pugno usata per commentare gli attentati di Parigi. "La libertà deve essere accompagnata dalla prudenza. Questo volevo dire - sottolinea - In teoria possiamo dire che una reazione violenta non è mai una cosa buona. Non si deve fare: il Vangelo dice di porgere l'altra guancia. E sempre in teoria possiamo dire che tutti hanno la libertà di esprimersi. Ma in pratica siamo tutti esseri umani e io non posso provocare col rischio di far arrabbiare e ricevere una reazione non giusta. Reagire alle offese non va bene ma è nella realtà umana. Perciò devo essere prudente. La prudenza è una virtù cristiana importante. In teoria siamo tutti d'accordo sulla libertà d'espressione. Ma capiamoci un po': stiamo attenti, non rischiamo di provocare".
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