In Siria raid aerei Usa e di cinque Paesi arabi: 120 terroristi eliminati
Centoventi jiahdisti uccisi. Ma anche otto civili, tra i quali tre bambini. Obama: nessun luogo è sicuro per i terroristi. Diffuso un altro video dell'ostaggio John Cantlie
Centoventi jiahdisti uccisi. Ma anche otto civili, tra i quali tre bambini, e 300 feriti. È il bilancio dei bombardamenti a guida Usa contro le postazioni dello Stato islamico in Siria stilato dall'Osservatorio siriano per i diritti umani. Tra le vittime, oltre 70 terroristi sunniti dell'Isis, colpiti nell'est e nel nord del Paese, e una cinquantina di miliziani di al-Qaeda. All'operazione, accolta con favore dall'Onu, hanno preso parte cinque Paesi arabi: Arabia Saudita, Emirati Arabi, Giordania, Barhein e Qatar e nessun alleato Nato, proprio per dare rilievo alla quota arabo-sunnita della «vasta coalizione» anti-Isis. E, sempre ieri, gli jihadisti hanno diffuso un secondo video dell'ostaggio britannico John Cantlie, che critica gli attacchi Usa in Iraq. Il filmato è stato registrato prima dell'offensiva aerea iniziata l'altra notte. Nel video Cantlie chiede a Barack Obama di evitare un conflitto come quello voluto dal suo predecessore George W. Bush. Le prime reazioni al raid di Russia e Iran non sono positive. «Gli attacchi aerei in Siria non devono essere effettuati senza il consenso del governo siriano», è stato l'ammonimento preventivo del presidente russo Vladimir Putin in una telefonata con il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. I raid americani in territorio siriano sono «illegali», ha affermato, invece, il presidente iraniano Hassan Rohani, parlando con la stampa a margine dell'Assemblea generale dell'Onu. Gli attacchi, ha sottolineato Rohani, non sono stati approvati dal governo di Damasco. Dopo i bombardamenti, in cui sono entrati in azione anche i nuovi «caccia» F-22, il presidente Usa ha precisato che «gli Usa hanno attaccato in Siria per sventare un attentato» contro il territorio americano. Il riferimento è al gruppo Khorasan, jihadisti affiliati ad al Qaeda e operanti in Siria, che stavano organizzando un imminente attentato - ha spiegato il portavoce della Casa Bianca John Kirby - contro interessi americani e occidentali. Secondo l'intelligence nell'obbiettivo dei terroristi potevano esserci anche alcuni aerei di linea. «Abbiamo agito in Siria con un'ampia coalizione con Arabia Saudita, Emirati Arabi, Giordania, Bahrein e Qatar, una coalizione che dà un messaggio chiaro al mondo: contro l'Isis non è una battaglia solo dell'America, ma anche dei governi del Medio Oriente che rigettano lo Stato islamico - ha detto Barack Obama - Nessun Paese sarà un porto sicuro» per gli jihadisti dell'Isis». In America, infine, Suleiman Abu Ghaith, genero di Osama bin Laden ed ex portavoce di al Qaeda dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001, è stato condannato al carcere a vita da un tribunale federale di Manhattan.
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