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Stasi all'attacco: «Non ho cambiato i pedali»

GIALLO GARLASCO: PERITO, SUL PAVIMENTO VILLA SANGUE SECCO

«Riteniamo di non dover replicare non perché non siamo in grado di farlo, e anzi potremmo smentire in radice questa ricostruzione, ma perché vogliamo rispondere nelle sedi opportune». Cos' Fabio...

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«Riteniamo di non dover replicare non perché non siamo in grado di farlo, e anzi potremmo smentire in radice questa ricostruzione, ma perché vogliamo rispondere nelle sedi opportune». Cos' Fabio Giarda, uno dei legali di Alberto Stasi, imputato per l'omicidio di Chiara Poggi, replica alle indagini difensive dell'avvocato della famiglia della vittima, secondo le quali l'ex studente avrebbe scambiato i pedali di due biciclette nella sua disponibilità per nascondere prove a suo carico. Gian Luigi Tizzoni sostiene in una memoria depositata davanti alla Corte d'Appello (dov'è in corso il nuovo processo contro Alberto dopo due assoluzioni e la sentenza della Cassazione che ha ordinato ai giudici di riaprire la vicenda) che i pedali montati sulla bicicletta bordeaux «Wellgo» e sui quali c'erano tracce del dna di Chiara non erano gli originali, trovati invece sulla bicicletta «Luxury» nera. Quindi, stando alla nuova ricostruzione proposta da Tizzoni riportata ieri da aòcuni quotidiani, il 13 agosto 2007 Stasi usò una bicicletta nera per andare da Chiara a ucciderla e lasciò sul pedale tracce del sangue di lei, poi, sapendo di una testimone che raccontava di una bici nera davanti alla villa dell'omicidio, ha scambiato i pedali pensando che gli inquirenti avrebbero sequestrato quella e non l'altra bordeaux. Invece venne sequestrata nei giorni successivo al delitto solo quella bordeaux mentre quella nera è stata fatta sequestrare dai giudici del nuovo appello nelle settimane scorse. La difesa guidata dal professor Angelo Giarda depositerà prima della ripresa del processo in autunno una contro - memoria in cui cercherà di confutare la tesi della parte civile. L'ipotesi è che il giovane quella mattina abbia usato la bicicletta nera per andare da Chiara, tornando a casa dopo averla uccisa ha lasciato sul pedale tracce del sangue di lei (anche se i consulenti dell'imputato ritengano che non sia sangue), dopodiché, consapevole che c'era un teste che aveva raccontato ai carabinieri della bicicletta nera, avrebbe scambiato i pedali convinto che gli inquirenti avrebbero sequestrato proprio quella nera da donna, visto che la testimone ne parlava, e non quella bordeaux che nessuno aveva visto sulla scena del delitto. Interrogato sulle biciclette Alberto non aveva citato quella nera, che non era stata sequestrata perché a dire del maresciallo «non corrispondeva alla descrizione della testimone»: cioè non aveva il portapacchi che invece c'è come il mollettone descritto dalla testimone.

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