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Sparò al carabiniere Giangrande davanti a Palazzo Chigi La perizia: «Preiti fece fuoco in preda alla cocaina»

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Si allungano i tempi per l'inizio del processo a carico di Luigi Preiti, l'uomo che il 28 aprile scorso, nel giorno dell'insediamento del governo Letta, aprì il fuoco davanti a Montecitorio, ferendo...

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Si allungano i tempi per l'inizio del processo a carico di Luigi Preiti, l'uomo che il 28 aprile scorso, nel giorno dell'insediamento del governo Letta, aprì il fuoco davanti a Montecitorio, ferendo gravemente il brigadiere Giuseppe Giangrande, e colpendo di striscio l'appuntato Francesco Negri. Gli avvocati Mauro Dainelli e Raimondo Paparatti infatti hanno formalizzato la richiesta di giudizio abbreviato, condizionato dalla effettuazione di una perizia psichiatrica dell'imputato. Una perizia che, secondo l'intendimento del collegio difensivo, dovrà appurare se al momento in cui Preiti sparò davanti a Palazzo Chigi fosse capace di intendere e di volere. La richiesta presentata dal collegio difensivo di Preiti, che verrà esaminata dal gup nell'udienza del prossimo 8 ottobre, è stata formalizzata allegando una perizia di parte redatta dal professor Maurizio Marasco in cui si legge come «sulla condotta reato posta in essere dal Preiti abbia influito lo stato psicopatologico in cui all'epoca l'uomo versava, ovvero la depressione maggiore e l'abuso di cocaina - confermato dal test effettuato dal sert di Roma all'indomani della sparatoria - assunta non in relazione a una condizione tossicomania, bensì come mezzo autoterapeutico per combattere la depressione». Ci sarebbe quindi, secondo la tesi portata avanti dagli avvocati difensori di Preiti, uno stato di forte depressione alla base del folle attentato di aprile; depressione causata dagli stringenti problemi economici che avevano portato l'uomo a ritornare in Calabria dopo una vita passata da emigrante al nord. «Tra la condizione depressiva - scrive il perito - e l'abuso di cocaina che induce ideazione paranoide, sospettività e aggressività a mio parere ha germogliato, nell'animo di Preiti, la folle idea di compiere un gesto estremo, eclatante, auto ed etero-aggressivo, anche finalizzato ad attirare l'attenzione sui propri problemi, del resto in un soggetto chiuso, riservato, introverso, con tratti isterici».

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